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Attualità giovedì 27 aprile 2017 ore 17:27

La Regione finanzia l'Orto urbano di Portoferraio

Il capoluogo elbano è uno dei 62 comuni toscani a ricevere il finanziamento per il progetto di orto urbano da assegnare in gestione ai cittadini



PORTOFERRAIO — Portoferraio è tra i 62 comuni toscani nei quali verranno realizzati nuovi orti urbani con il contributo della Regione. E' stata infatti approvata la graduatoria del progetto regionale Centomila orti in Toscana e la Regione ha approvato il progetto elbano stanziando i 49.998 euro che coprono il 70% della spesa prevista.

A questo punto il Comune potrà dare il via all'iter per la realizzazione degli orti, che saranno affidati a associazioni e cooperative e poi concessi ai cittadini che lo richiederanno.

"Con questa iniziativa - ha commentato l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi - offriamo ai comuni toscani una grande opportunità: quella di riqualificare spazi di paesi e città offrendo a persone di tutte le età, soprattutto ai giovani, la possibilità di sperimentare concretamente l'amore per la terra e allo stesso tempo a offrire nuovi luoghi di socialità, con l'orto come occasione di incontro e di condivisione di un'alimentazione sana e genuina".

"Proprio per il valore che attribuiamo a questo progetto – ha proseguito l'assessore – abbiamo deciso di aumentare il budget a disposizione per dare una risposta positiva a tutte le domande che ci sono arrivate dai Comuni. E così abbiamo messo a disposizione 1 milione 200.000 euro per il 2017 e un'analoga cifra per il 2018".

Una volta ottenuto il finanziamento il Comune aprirà quindi il bando per individuare le associazioni di volontariato che gestiranno gli orti. Queste ultime a loro volta li affideranno ai cittadini suddividendoli in appezzamenti di dimensioni comprese tra i 32 e i 100 metri quadri.

Secondo il modello toscano, varato nell'ambito di questo progetto, l'orto urbano è un insieme di appezzamenti di terreno che sono inseriti in strutture (denominate Complessi di orti) che si presentano come spazi di socializzazione destinati a persone di tutte le età (soprattutto giovani), centri di aggregazione e di scambio culturale. 

In quest'ottica nel Complesso di orti sono inseriti servizi, spazi comuni, e anche connessioni wi-fi.

La realizzazione di aree ad orto urbano permette inoltre il recupero di aree verdi, anche di proprietà pubblica, troppo spesso lasciate al degrado, rappresentano quindi un'importante opportunità per i Comuni per restituire un senso di ordine ad un territorio aperto, talvolta lasciato in stato di abbandono, grazie alla pulizia generale delle aree ed ai lavori di riqualificazione a cui seguono le attività di gestione nel tempo. 

I Complessi di orti (ognuno dei quali può contenere al massimo un centinaio di appezzamenti) verranno concessi dal Comune in uso gratuito ad un soggetto (associazioni, fondazioni, cooperative sociali), che ne garantisca la conservazione, la piena funzionalità e la gestione. 

La selezione del soggetto gestore avverrà attraverso un bando pubblico e la successiva sottoscrizione di un disciplinare d'uso, che definirà gli obiettivi che devono essere perseguiti e comprenderà tutte le prescrizioni e le regole per l'uso degli orti e per la successiva selezione degli ortisti. 

Anche la successiva assegnazione dei singoli orti avverrà attraverso un avviso pubblico: l'assegnazione degli orti avverrà titolo assolutamente gratuito, al limite potrà essere chiesto di diventare socio del soggetto gestore per garantire la copertura assicurativa.

Sia nella selezione del soggetto gestore dei Complessi di orti che nella individuazione degli ortisti i Comuni saranno chiamati a dare una priorità ai soggetti che presentano una elevata componente giovanile (età inferiore a 40 anni).



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