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Attualità lunedì 11 novembre 2013 ore 16:20

L'intervista. Architettura e tutela del paesaggio: Fiorella Ramacogi risponde alle domande di QuiElba.com



ISOLA D'ELBA- Fiorella Ramacogi, architetto, da oltre 20 anni alla Sovrintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropolgico, per i beni architettonici e del paesaggio di Pisa e Livorno è conosciuta e apprezzata all’Isola d’Elba per essersi occupata nel corso della sua lunga carriera professionale della tutela e valorizzazione del territorio dell’isola. Ma il ruolo di chi lavoro alla Soprintendenza non sempre è capito e non sempre si comprende il perchè di interventi e “non interventi” avvenuti sul territorio elbano e nella provincia di Livorno. Oggi l’architetto Fiorella Ramacogi rilascia quest’eslcusiva intervista a Qui elba.com
- In queste settimana all’Isola d’Elba non sono mancate le polemiche sul tema della restauro della Villa Napoleonica dei Mulini a Portoferraio. L’opinione pubblica ha criticato l’intervento, sia nelle modalità di realizzazione, sia nella tempistica. Critiche anche sugli interventi alle Fortezze Medicee, ancora in corso. Qual è il suo giudizio sui lavori che si stanno la realizzando? Si poteva fare di più? Si poteva fare diversamente?
Forte Falcone, la Gattaia, i Musei Napoleonici, sono tre grandi cantieri di restauro in itinere oggi sull’isola, ma purtroppo sia la Gattaia che Forte Falcone li ho potuti seguire marginalmente e in fase avanzata, quasi al termine. Il cantiere di Mulini è stato gestito dalla Sovrintedente Borellini, dall’ing. Cenci dal dottoressa Martinelli e da tutta un’equipe di esperti. Il mio compito è stato quello di Rup. L’intento principalmente perseguito è stato quello di riportare gli edifici alla loro origine, a quello che era l’aspetto ottocentesco, così come era stato pensato e realizzato all’epoca di Napoleone. Questo era lo scopo e in questo senso il team ha lavorato. Ora ci troviamo in una fase di ultimazione.
- L’Elba, Pianosa e tutte le isole dell’arcipelago toscano racchiudono tesori inestimabili di storia, arte, cultura, archeologia. Negli anni la Sovrintendenza di Pisa ha svolto il proprio compito di controllo e tutela del territorio e del suo grande patrimonio. Ma non sempre la funzione della Sovrintendenza è stata capita, come giudica il rapporto esistente fra enti locali, comunità isolana, e sovrintendenza sviluppato in questi anni ?
Ho sempre cercato di instaurare un rapporto di competenze professionali con enti e privati. Testimonianza ne sono il calore e l’apprezzamento apparsi sul libro dedicato alle Fornaci pubblicato nel 2011, con una giornata memorabile ed emozionante alla presenza dei sindaci ed autorità locali. Tuttavia il cittadino vede la Sovrintendenza come un’istituzione negativa di veto e contrasto anche se noi non operiamo con questo spirito.
- I tempi cambiano, le norme cambiano, le esigenze cambiano. Come vede il rapporto fra l’”Ente Sovrintendenza” e il territorio nel prossimo futuro?
Il mio lavoro in questi anni, dal 1993 ad oggi, è stato indirizzato, sulla base delle mie competenze, verso la tutela e la valorizzazione del territorio. In questo arco temporale, circa 20 anni, ho potuto constatare che le carenze maggiori che presenta l’Elba, al di là del singolo intervento sono rappresentate dagli strumenti urbanistici con i quali la soprintendenza dovrebbe raggiungere i massimi livelli di tutela e valorizzazione del paesaggio. Ultimamente sono cambiate le direttive dell’Ufficio, coinvolgendo gli enti locali, ma anche la Regione, la Direzione regionale e gli stessi comuni con i quali opero assiduamente. Tutto inserito in protocolli d’intesa fra le parti. Attualmente viviamo una situazione di carenza di organico e questo è un problema. Ciò nonostante anche se ci troviamo in carenza di funzionari cerchiamo di mantenere le competenze istituzionali dettate dal ruolo della Sovrintendenza. Il Sovrintendente, ad interim, è attualmente l'architetto Stolfi, presto si dovrà procedere alla nomina di chi lo sostituirà.

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