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venerdì 13 dicembre 2019

Politica domenica 20 ottobre 2013 ore 14:35

In provincia: Rossi a Livorno per il futuro del territorio



LIVORNO - Livorno non vuole perdere tempo, reagisce, ritrova la fiducia nel futuro. E la Regione è al suo fianco. "Penso che insieme ce la faremo": così il presidente della Regione Enrico Rossi registra gli umori di una città "attiva, partecipata e, come sempre nel carattere dei livornesi, generosa e popolare" all'indomani della giornata di sabto 19 ottobre, che lo ha visto protagonista di incontri istituzionali, politici e sindacali e, soprattuto, di un serrato dialogo con lavoratori e cittadini.
Il dramma del lavoro e la crescita possibile: Livorno con il porto, Piombino con il polo siderurgico "Ieri mattina - racconta Rossi - un' assemblea a Livorno traccia l' impegno per rilanciare il porto:escavo dei fondali già appaltato, investimenti per 33 milioni per portare la ferrovia sulle banchine e collegarla direttamente alla linea principale, ridefinizione del ruolo delle aree dell' interporto come retro porto e quindi investimenti per 13 milioni per un collegamento ferroviario, ma anche rilancio delle crociere in rapporto con l'aereoporto di Pisa. E poi i nuovi investimenti di Eni per 160 milioni che consolideranno l'occupazione e miglioreranno l'impatto ambientale. Infine la sanità con il nuovo ospedale che costerà 260 milioni". Questi gli impegni già presi. "Tutto questo - avverte Rossi - deve partire nel 2014. La città è unita, anche se non mancano critiche. Il ruolo della Regione è cruciale".
Piombino, clima pesante La sera, a Piombino, nota il presidente "il clima è più pesante. C' è una paura percepibile. Parlano due lavoratori della RSU della Lucchini: parole drammatiche, di chi vuole che la sua dignità di persona sia rispettata, di chi non vuole finire in cassa integrazione senza prospettive. Per questo i lavoratori chiedono che l' alto forno non sia chiuso. E si sentono traditi dall' incontro di Roma. Ce l' hanno con Zanonato, di cui addirittura chiedono le dimissioni, e con il PD. Mi invitano a stare con loro fino in fondo: temono da parte mia un atteggiamento troppo morbido verso il governo". "Io dico che la battaglia per non spegnere l' alto forno è giusta – spiega Rossi - ma che, comunque, al massimo tra due anni verrà chiuso. Quindi, altrettanto giusto, è chiedere che il governo si impegni per realizzare il progetto di conversione ecologica e rilancio della siderurgia di Piombino. Si tratta di sistemare il porto con l'escavo a 20 metri per renderlo più competitivo, anche in funzione del polo siderurgico. Poi potremo fare di Piombino un centro per la rottamazione delle navi, secondo le nuove regole della comunità europea. Perchè così il rottame di ferro potrà alimentare, a filiera corta, il forno elettrico che deve essere costruito".
Il progetto Corex Ma non basta. Il presidente spiega ancora ai lavoratori che per mantenere l' occupazione e la forza produttiva di questa realtà bisogna sostituire l' alto forno con il Corex, una nuova tecnologia, meno inquinante, che può recuperare i gas e produrre energia a basso costo. "Per realizzare il Corex servono circa 200 milioni. Un investimento che solo con un supporto pubblico potrà essere fatto. Insomma lo Stato deve metterci un incentivo, soldi sufficienti a stimolare l'impegno di un privato a intervenire. Anche l' Europa va in questa direzione con il piano europeo per la siderurgia.È un progetto ambizioso, ma ce la possiamo fare.
Serve un impegno del governo "L' alto forno, hanno ragione i lavoratori, non deve essere chiuso se non ci sono garanzie sulla realizzabilità di questo progetto. Al governo e a Letta dobbiamo chiedere di impegnarsi sul serio e non a parole. Ecco perchè, io dico, non ha senso raccogliere firme per le dimissioni di Zanonato che, invece, dobbiamo convincere a stare dalla nostra parte. Io credo che questa battaglia dobbiamo farla fino in fondo".
Determinazione d'acciaio "Ci sono battaglie – conclude il presidente - che si vincono o si perdono e, se si perdono, se ne traggono tutte le conseguenze. Mi ricorda, questa lotta, quella che da giovane sindaco di Pontedera feci con Vannino Chiti per far restare la Piaggio a Pontedera. Penso che quella la vincemmo. Stringo i denti e mi faccio coraggio. Vinceremo anche questa. La vinceranno i lavoratori di Piombino e la loro determinazione d'acciaio".


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