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Attualità lunedì 16 febbraio 2015 ore 15:19

Il Forte Inglese torna a vivere

Terminate le operazioni di restauro del Forte Inglese, scoperti i pavimenti originali e i graffiti dei prigionieri. Quasi due milioni di euro il costo



PORTOFERRAIO — Terminato il restauro del Forte Inglese a Portoferraio, un'opera che ha portato alla luce particolari e testimonianze del sistema fortilizio elbano. Il progetto di restauro, che ha usufruito di un finanziamento pubblico nel 2012 per un totale di 1.141.821 euro, è costato 1.930.000 euro ed è stato realizzato in due lotti, il primo iniziato l'8.maggio 2011 e terminato l'11 giugno 2013 ed il secondo iniziato il 12 marzo 2014 e terminato il 23 ottobre 2014.

Il restauro è risultato indispensabile per la conservazione del monumento considerate le copiose infiltrazioni di acque meteoriche dalla copertura ed il generale precario stato di conservazione dell’intero immobile. La superficie utile complessiva dello stato modificato del monumento risulta di circa 600mq, il piano terra comprendente , sale espositive, bar, accettazione, bagni, e locali di servizio.

Il Forte Inglese è un'opera architettonica progettata e costruita a fini bellici per resistere agli assedi nemici, ha murature possenti, copertura a “prova di bomba”, un impianto di aereazione interna dei locali per eliminare i fumi delle volate dei fucili e fuciliere ovunque, per poter rispondere agevolmente al fuoco nemico .

Il Forte ha due grandi cisterne nei sotterranei che raccolgono le acque della copertura e del cortile interno, indispensabili per garantire la sopravvivenza dei 150 soldati presenti nella fortezza, un fossato con un ponte levatoio all’ingresso e fuciliere realizzate anche nei sotterranei per la difesa nelle varie zone di attacco.

Sulla copertura sono ancora presenti le cannoniere, mentre sul retro del fabbricato, per intimorire i nemici, sono strati posizionati dei cannoni scolpiti in pietra locale, sono presenti passaggi interni per trasferire agevolmente le munizioni dalla polveriera al piano terra ai piani superiori.

L’impermeabilizzazione della copertura realizzata in coccio pesto utilizzando i ciottoli bianchi cavati dalle vicine spiagge delle Ghiaie e di Capo Bianco nella zona rialzata delle cannoniere, è arrivato ai nostri giorni in pessimo stato di conservazione, pertanto è stato necessario attuare un intervento di impermeabilizzazione e restauro.

Sono state demolite le superfetazioni del cortile interno e del rivellino (fabbricati, bagni cucine e pollai) così da poter leggere il monumento in tutto il suo splendore. Internamente sono venuti alla luce dei frammenti di affreschi al piano primo in uno dei locali dotati di caminetto e vano armadio .

Al piano terra , negli stanzoni originariamente destinati a camerate dei soldati, sotto uno spesso strato di recente pavimentazione, sono venuti alla luce i mattoni originali usurati, sui quali possiamo leggere l’antico passaggio dei soldati. Sono venuti alla luce dei graffiti di coatti imprigionati nelle celle del Forte ed i numeri delle celle dipinti sull’intonaco sopra gli ingressi. L’unica antica porta ancora presente è stata restaurata e riposizionata sugli originali cardini della cella del piano primo.

Sono stati riscoperti i sotterranei della Fortezza, costituiti da corridoi voltati che si snodano nel sottosuolo della collina retrostante ed affiancano il rivellino che si affaccia sul fossato del prospetto. Durante i lavori di restauro è stato possibile leggere chiaramente la costruzione facente parte del primo impianto e l’ampliamento con le modifiche strutturali realizzate nel periodo napoleonico, per la particolare e diversificata tecnica costruttiva utilizzata.

Il Forte è parte integrante di un sistema difensivo complesso che si estendeva sulle colline limitrofe con altre importanti fortificazioni (ridotta di S.Cluod e San Rocco) facenti capo alla città fortificata di Portoferraio, il tutto strategicamente pianificato e realizzato per resistere agli attacchi nemici. Il monumento oltre a rappresentare l’ultima fortezza militare realizzata nel periodo napoleonico fa parte integrante del paesaggio, della storia e dell’identità dei luoghi.

"Il Forte inglese - commenta Angelo Del Mastro - non è solo un monumento salvato da un sicuro degrado che testimonia la maestria, l’ingegno e la magnificenza dell’architettura militare del XIII sec. è molto di più, è uno spazio divenuto accessibile alla cittadinanza, attrezzato per ospitare convegni, mostre, bar, spazi espositivi e possibilità di effettuare spettacoli all’aperto sia nel rivellino che nel cortile interno, con la necessaria impiantistica di supporto (audio, video, impianto di allarme e antintrusione, antincendio, illuminazione interna ed esterna ecc..) ed idraulica per la realizzazione dei servizi.

Un restauro va oltre la mera conservazione di un se pur straordinario monumento, un restauro rappresenta un volano per l’economia locale costituendo un attrattore per il turismo nazionale ed internazionale che contribuisce alla destagionalizzazione del territorio creando un vantaggio economico non solo per Portoferraio ma per l’intera Isola.

Pertanto l’investimento di risorse economiche per l’esecuzione di un restauro non è finalizzato soltanto alla conservazione di un monumento, se pur importante e significativo per la storia ed il territorio ed al relativo possibile introito derivante dalla gestione, ma è molto di più, è un investimento sull’economia di un territorio con conseguenti positive ricadute su molti settori, è un moltiplicatore dell’economia, non solo della città di Portoferraio ma dell’intera isola, pertanto è un’azione forte di impulso finalizzata anche a contrastare l’attuale crisi economica".


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