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Attualità mercoledì 10 giugno 2015 ore 15:31

Gli onori della città a Massimo e Vona

Con la cerimonia di questa mattina le forze armate e la città di Portoferraio hanno reso omaggio al comandante Giuseppe Massimo e al suo segretario



PORTOFERRAIO — Sotto il sole di piena estate è stata scoperta questa mattina la targa che celebra il sacrificio di Giuseppe Massimo, ex comandante del porto di Portoferraio, e del suo segretario Rodolfo Vona che, dopo la fine delle ostilità nella seconda guerra mondiale, finirono nel mirino dell'esercito tedesco.

Due eroi della Marina che sposarono la via della Resistenza, dopo il terribile bombardamento subìto dalla città medicea il 16 settembre 1943, per mano degli ex alleati dell'Italia nella seconda guerra mondiale. I due militari iniziarono una nuova vita, che purtroppo per il maggiore Massimo fu breve.

Venne catturato dai nazisti deportato e ucciso. Il suo braccio destro Vona fu braccato ma riuscì a fuggire e si unì alla brigata partigiana a Dongo lottando per la libertà. Questa in estrema sintesi la loro storia, ricostruita con testimonianze della figlia del comandante del porto, Anna Massimo e del nipote Francesco, nonché della figlia del segretario, Mariagrazia Vona e di Mario Castells, marinaio del Dicat a quel tempo, ora 98enne, che purtroppo non potrà essere presente alla cerimonia.

"Dopo l'8 settembre - ha ricordato il sindaco Mario Ferrari - gli elbani dovettero fare una scelta difficile e l'Elba decise di resistere. Ho dei ricordi di Giuseppe Massimo legate all'inaugurazione del porto: le sue scelte non vanno dimenticate e la nostra città non lo farà".

Il comandante della Capitaneria di Porto Emilio Casale ha ringraziato della presenza Francesco Massimo e Maria Grazia Vona, nipote e figlia dei due eroi: "La loro presenza è importante perchè Massimo e Vona hanno scritto una pagina importante della storia elbana: salvarono molte vite e spero che la presenza dei ragazzi delle scuole serva a darci una speranza di un futuro migliore".

Ha concluso la cerimonia Maria Grazia Vona: "Volevo ringraziare tutti, dalle forze armate alle autorità fino al circolo Sandro Pertini che ha reso possibile tutto questo: credo che il messaggio che ci arriva sia che il coraggio non è non aver paura ma conservare in ogni situazione la dignità dell'uomo".

Luca Lunedì
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