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lunedì 17 giugno 2019

Elba, isola dei libri, perché no?

Elba book Festival

Da Napoleone a Elba Book festival passando attraverso i libri



. — Elba, isola dei libri: perché no? Questa la scommessa che nel 2015 ha spinto un gruppo di amici elbani e ferraresi a pensare l'isola d'Elba come scenario ideale di un festival dell'editoria indipendente, “Elba Book Festival” - nato con il supporto del Comune di Rio nell'Elba in collaborazione con il Comune di Ferrara - che si integrasse con uno dei suoi più antichi e piccoli borghi, Rio nell'Elba.

L'Elba per la posizione naturale risulta infatti “indipendente” rispetto al continente ma grazie alla sua collocazione nel mediterraneo è sempre stata crocevia di popoli e di culture. Già nella Preistoria gli abitanti dell'Elba intrattenevano rapporti di scambi commerciali con altre zone e questa sua doppia natura di isola e crocevia è stata una costante che si è mantenuta passando per le varie epoche storiche.

Gli scambi culturali derivanti dai contatti fra persone di culture differenti è quindi uno degli aspetti

che caratterizzano l'Elba. Di questo troviamo traccia anche nei dialetti locali, che variano da paese a paese e che in parte hanno assimilato, rielaborandoli, alcuni termini provenienti da altre lingue. Basti pensare al nome dato al Palazzo governativo, sede delle miniere dell'Elba già dai tempi di Napoleone, oggi sede del Parco minerario dell'isola d'Elba, a Rio Marina, chiamato Palazzo del Burò, con una evidente storpiatura della parola francese “bureau”.

A proposito di Napoleone Bonaparte e del suo “soggiorno” elbano, è interessante ricordare che il suo interesse per la lettura e per i libri era così grande che li portava sempre con se. Aveva anche una biblioteca “da campo” che, quando andava in battaglia, viaggiava al suo seguito.

E fu proprio Napoleone a “immaginare” una prima biblioteca pubblica all'isola d'Elba, tanto che quando fuggì dall'isola, il 26 febbraio 1815, lasciò in dono alla città di Portoferraio la sua personale biblioteca elbana, composta da oltre duemila volumi. Tuttavia la prima biblioteca pubblica all'isola d'Elba fu istituita soltanto cento anni dopo. I libri che avevano accompagnato le giornate dell'Imperatore all'Elba oggi sono custoditi nel museo napoleonico di Villa dei Mulini, a Portoferraio.

Chiudiamo la parentesi dedicata a Napoleone per ritornare all'esperienza di Elba Book Festival, la manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, che anche quest'anno si svolgerà nel versante orientale dell'Elba, dal 17 al 20 Luglio. L'obiettivo dell'evento è dare voce agli editori indipendenti che sono quelli più legati ai territori e grazie ai quali, spesso tra molte difficoltà, passa la conservazione e la valorizzazione della memoria dei luoghi, delle comunità e delle tradizioni. La piazza del borgo diventerà così il luogo in cui conoscere questi editori, mentre la terrazza panoramica del Barcocaio sarà il salotto dedicato ai dibattiti e alle presentazioni dei libri, oltre che il luogo dove si terrà la premiazione del Premio “Lorenzo Claris Appiani” per la migliore traduzione italiana di un testo letterario dalla lingua cinese. Il premio è dedicato alla memoria del giovane avvocato, molto legato all'Elba, che fu ucciso nel tribunale di Milano, nell'aprile 2015, mentre svolgeva il suo lavoro. Anche questo testimonia come in questo festival sia in primo piano la consapevolezza che la cultura e il dialogo debbano essere la via privilegiata per la risoluzione di ogni tipo di conflitto.

In attesa di conoscere il programma ufficiale di Elba Book Festival 2018 abbiamo chiesto qualche anticipazione a Marco Belli, direttore artistico della manifestazione.

Il tema della quarta edizione di Elba Book Festival – ha dichiarato Marco Belli - è 'rigenerazione'. Il concetto sarà sviluppato nella sue configurazioni di rigenerazione dei materiali, civile, di luoghi, morale e urbana”.

L'edizione 2018 si arricchisce di una serie di iniziative, che vanno dai laboratori ai concerti, fino alle esposizioni d'arte per arrivare ai dibattiti. Anticipiamo che fra gli eventi in programma c'è un interessante dibattito, dedicato al giornalismo d'inchiesta e alle sue ricadute sulla società, che sarà coordinato dal giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Report in onda sulla Rai.

Valentina Caffieri
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