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Attualità mercoledì 07 ottobre 2015 ore 11:44

Detenuti dalla Toscana per lavorare a Pianosa

Un nuovo protocollo tra Comune, Provveditorato e Parco prevede l'arrivo di detenuti da tutta la regione per eseguire lavori sull'isola di Pianosa



CAMPO NELL'ELBA — Nuove forze in arrivo sull'isola di Pianosa nel programma che prevede lavori di difesa del territorio e la sua valorizzazione ad opera dei detenuti. Un nuovo protocollo firmato dalle tre amministrazioni interessate (Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e Comune di Campo nell'Elba) prevede infatti che sull'isola vengano impiegati detenuti provenienti da Porto Azzurro e da altre strutture toscane.

Un protocollo, valido per il triennio 2015 - 2017 "teso a realizzare un’azione congiunta per la difesa dell'ambiente del territorio dell'isola di Pianosa, per la sua valorizzazione, tenuto conto della possibilità di sviluppare programmi avanzati di trattamento che impegnino persone in esecuzione di pena detentiva".

I tre firmatari, il sindaco Lorenzo Lambardi, il presidente del Parco Giampiero Sammuri e il Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria Carmelo Cantone, hanno infatti stabilito la " necessità e opportunità di creare strumenti di collaborazione comuni al fine di realizzare i seguenti obiettivi fondamentali nei quali si riconoscono: Tutela ambientale e valorizzazione del territorio dell’Isola di Pianosa, Utilizzo e valorizzazione del territorio nella competenza del Comune di Campo nell’Elba, Realizzazione di programmi trattamentali avanzati, in considerazione della loro valenza sociale, che vedano impegnate persone condannate in esecuzione di pena detentiva".

"II Provveditorato - si legge nello schema di convenzione - si impegna a destinare ad attività lavorativa all’interno dell’isola persone condannate in regime di lavoro all’esterno. Tali persone perverranno in una prima fase dalla Casa di Reclusione di Porto Azzurro e successivamente anche da altri istituti della regione. 

Per l’alloggiamento dei condannati lavoranti sarà utilizzato il complesso denominato “Sembolello”, tuttora assegnato al Ministero di Giustizia. Rimane impregiudicata la possibilità di utilizzare, per l’alloggiamento dei detenuti impegnati nei programmi che risulteranno necessari per il raggiungimento di ulteriori obiettivi condivisi tra i firmatari del presente accordo, altri siti da ristrutturare già assegnati al Ministero di Giustizia". 

"La Direzione della Casa Reclusione di Porto Azzurro sarà datore di lavoro dei lavoranti ad eccezione di quelli che avranno uno specifico rapporto lavorativo con altri soggetti datoriali per le attività che saranno svolte sull’isola. I lavoratori alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria si occuperanno di attività di bonifica agraria e propedeutiche alla migliore fruizione dei luoghi da parte della collettività". 

A vigilare sul rispetto dell'accordo e in definitiva sulla sua generale attuazione sarà un comitato formato da esponenti delle tre amministrazioni che dovrà: "produrre proposte per l’ampliamento delle attività lavorative da affidare ai detenuti condannati per una successiva valutazione congiunta dei firmatari del presente accordo, fornire il coordinamento tecnico e le indicazioni operative per la realizzazione dei lavori". 

Il PNAT ed il Comune di Campo nell’Elba si impegnano a realizzare momenti di formazione a favore dei condannati per l’attività da rendere sull’isola, già in fase di preparazione del loro avvio dalla Casa di reclusione di Porto Azzurro, attraverso incontri di gruppo in istituto ed altre iniziative che essi riterranno utili. 

Luca Lunedì
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