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Attualità lunedì 18 luglio 2016 ore 16:29

Lettera a Rossi: una base di elisoccorso all’Elba

Il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, scrive al presidente della Regione, Enrico Rossi, tornando a chiedere una base di elisoccorso all'Elba



CAPOLIVERI — "Egregi,

al fine di trovare soluzioni più consone ad un’isola che è e deve essere un fiore all’occhiello per la nostra Regione, vi rappresento che nella giornata di mercoledì 6 luglio verso le ore 19,30 presso la spiaggia di Barabarca nel comune di Capoliveri (si tratta di un luogo non accessibile ai mezzi meccanici, ma raggiungibile soltanto a piedi mediante una lunga e stretta scalinata), una turista di origine tedesca di 62 anni mentre faceva un bagno in mare è stata colpita da un malore che le è stato fatale. 

Immediati sono scattati i soccorsi tramite il 118 che ha inviato sul posto una prima ambulanza con a bordo personale volontario e successivamente, vista la gravità del caso, anche una seconda ambulanza con personale medico a bordo che ha tentato invano di rianimare la paziente. 

Premesso che forse non sarebbe stato possibile salvare la sfortunata turista, con la presente si domanda perché, vista la gravità del caso e l'ubicazione dell'evento - che come accennato richiede un tempo di intervento non immediato - non è stato allertato ed inviato un elicottero Pegaso e si è proceduto come se il fatto si fosse verificato in luogo più facilmente accessibile? 

L’elicottero, tramite verricello, di cui è dotato, avrebbe potuto per lo meno calarsi fino al luogo dove è avvenuto l’incidente. Si chiede, dunque, quali sono o dovrebbero essere i protocolli di attivazione dell’elisoccorso? Perché la centrale operativa del 118 di Livorno non lo ha fatto intervenire? 

Queste sono alcune delle domande a cui, come comunità, cerchiamo di avere risposte: lo scopo è sempre di quello di tutelare la salute dei nostri cittadini e dei nostri bene amati turisti che tanto sono importanti per il nostro territorio. Colgo l’occasione per ricordarvi inoltre che dal presidio ospedaliero di Portoferraio annualmente vengono trasportate per ospedali del continente oltre duecento pazienti (e non abbiamo dati certi ed aggiornati), mentre i servizi cosiddetti primari, che avvengono ogni anno direttamente sul territorio dell'Elba, sono una quantità esigua, forse non arrivano a 10.

Vogliamo essere propositivi ed anche direttamente interessati e coinvolti nella programmazione di quanto possa essere utile per garantire risposte adeguate in termini di emergenza ai cittadini. Anche se non abbiamo un titolo tecnico che ci abilita, abbiamo sicuramente la conoscenza del territorio in cui abitiamo e questo è di certo un elemento utile per la stesura di protocolli di attivazione nonché per raggiungere gli obiettivi di eccellenza che ci siamo prefissi nel campo dell’emergenza urgenza. 

Viviamo in una territorio bellissimo, un’isola, amata e apprezzata dal turismo nazionale ed internazionale, ma pur sempre isola e come tale isolata alla costa e dalle città ove risiedono i presidi sanitari di eccellenza in grado di intervenire là dove l’emergenza e la gravità dei casi lo richiedono. 

Per questo credo che oggi più che mai, e anche i fatti di questi giorni lo dimostrano, l’Elba debba essere dotata di una base di elisoccorso sul territorio, una struttura indispensabile per far fronte alle esigenze sanitarie di quest’isola, dove tempestività e certezza di intervento, nell’emergenza, significa salvare una vita. 

Pur apprezzando gli sforzi positivi della Regione negli ultimi tempi per dare una dignità al nostro ospedale, ritengo che una base di elisoccorso sia l’unica soluzione possibile per dare una risposta definitiva alle problematiche relative all’emergenza-urgenza, anche per non alimentare l’idea che l’isolamento fisico sia anche isolamento e abbandono sociale e civile. 

Voi e noi, come amministratori pubblici dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere per garantire quella parità di trattamento che spetta a tutti i cittadini che vivono nella nostra Regione. Altrimenti dovremmo prendere atto che democrazia, civiltà e giustizia sociale sono termini che non appartengono più al nostro tempo". 



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