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Attualità venerdì 06 marzo 2020 ore 14:26

"Visione superata nel Piano operativo comunale"

Veduta di Marina di Campo

Per Legambiente si va verso un aumento di consumo di suolo e verso una previsione per la prima casa non necessari e senza guardare al futuro



CAMPO NELL'ELBA — "Un piano con una visione superata del territorio, dell’ambiente e dell’economia", così Legambiente Arcipelago toscano definisce il nuovo piano operativo del Comune di Campo nell’Elba. Legambiente fa sapere che ha inviato al sindaco e alle altre istituzioni interessate le osservazioni sul nuovo piano operativo comunale e variante al piano strutturale.

"Il Nuovo piano operativo comunale e variante al piano strutturale del Comune di Campo nell’Elba sembrano in contrasto per diversi aspetti con le previsioni del piano di indirizzo territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico della Regione Toscane - afferma Legambiente - e con le normative urbanistiche della stessa Regione che prevedono una riduzione fino allo zero del consumo di suolo e una 'densificazione' dell’abitato". 

Nel mirino di Legambiente c'è "una espansione urbanistica e la realizzazione puntiforme e selvaggia di cosiddette 'prime case' – una definizione urbanistica priva di riscontro sia nella realtà che nel diritto – che vanifica ogni qualsiasi reale programmazione urbanistica, interviene in un territorio dove la percentuale di seconde, terze e quarte case è altissima e nel quale l’emergenza abitativa è ridotta a poche famiglie che comunque non sarebbero in grado di accedere al mercato immobiliare né di costruirsi una casa in autonomia. Le prime case, rischiano di trasformarsi – come avvenuto in passato a Campo nell’Elba e in altri Comuni elbani - in un nuovo consumo di suolo che alimenta una necessità in gran parte artificiosa e che espande ulteriormente il costruito e perpetua un’economia parassitaria basata sulla rendita e che mostra ormai da anni i segni di una profonda e irreversibile crisi".

Un altro aspetto critico segnalato dall'associazione ambientalista riguarda "un forte aumento di consumo di suolo, spesso in zone ad alto rischio idraulico o idrogeologico, con una diffusa realizzazione di nuove 'prime case', ampliamenti di unità abitative, commerciali , artigianali e ricettive, recupero di ruderi in zone rurali, realizzazione di un nuovo centro commerciale, di un parco tematico con 500 metri quadri di servizi e di un polo sportivo privato. Un consumo di suolo che, intervenendo e “indurendo” sul territorio che si asserisce di voler mettere in sicurezza dal punto di vista idrogeologico ne muta le caratteristiche, creando nuove situazioni di insicurezza".

"Tutto questo assolutamente non è giustificato né dalle esigenze della popolazione e del territorio, - spiega Legambinete - non tiene conto delle risorse disponibili e degli effetti del cambiamento climatico che hanno già duramente colpito il territorio del Comune di Campo nell’Elba con i due alluvioni del 2002 e del 2011, mentre un recente studio del CNR evidenzia che la spiaggia di Marina di Campo (ma anche altre del Comune che presentano già evidenti e frequenti fenomeni erosivi, come Cavoli e Seccheto) rischia di essere sommersa dall’innalzamento del mare entro pochi decenni. Tutto questo è assente nel Piano che non prevede nessuna vera misura di mitigazione e adattamento climatici (per gli interventi post-alluvioni si può infatti parlare di tardive misure 'risarcitorie') e nel quale si nota una scarsa attenzione per gli interessi generali della cittadinanza che spesso vengono sacrificati a favore di interessi privati, con misure e interventi pubblici ad hoc".

"A conferma di questo - aggiunge Legambiente - si nota la disattenzione verso ogni esigenza e struttura di tipo sociale a beneficio della cittadinanza, come la totale assenza nel Piano di spazi di aggregazione culturale per le fasce più fragili della popolazione, i giovani e gli anziani. Inoltre, il Processo di partecipazione via web non è stato garantito appieno a causa di una modalità di accesso ai documenti del Piano farraginose, con alcuni file impossibili da aprire senza essere dotati di programmi particolari che in genere usano solo i tecnici e quindi 'respingenti' sia per i semplici cittadini che per le associazioni".


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