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domenica 24 marzo 2019

Politica lunedì 16 maggio 2016 ore 18:10

"Eredità pesante ma non alzeremo le tasse"

Il sindaco Lambardi commenta le due cause perse dal Comune e che incideranno per quasi un milione di euro sulle casse pubbliche



CAMPO NELL'ELBA — "E' una bella botta ma faremo quello che dobbiamo per rispettare le sentenze". Non usa perifrasi Lorenzo Lambardi, sindaco di Campo nell'Elba, nel commentare le seconda condanna ricevuta dal Comune nel giro di un mese. Daneco e Cecina, un doppio schiaffo da quasi un milione di euro per le casse comunali, cause che vengono entrambe da lontano e delle quali Lambardi si trova a raccogliere i costosissimi cocci. 

Esattamente un mese fa infatti il Comune perse il contenzioso con Daneco iniziato nel 2011: l'azienda incaricata dal commissario straordinario per la gestione dei rifiuti sull'Elba ha visto riconoscere le proprie pretese, in relazione ad alcune fatture non pagate, per un ammontare complessivo di 652.438 euro (389.727 euro oltre rivalutazione monetaria ed interessi compensativi).

Di qualche giorno fa la seconda mazzata: Campo nell'Elba deve riconoscere al Comune di Cecina 395mila euro per gli stipendi non corrisposti ad alcuni dipendenti negli anni dal 2005 al 2011. Nel 2001 viene soppresso il Sep (Servizio escavazione portuale) e le competenze vanno alle Regioni e ai Comuni: Marina di Campo ha un porto e per fare fronte alla nuova incombenza di gestione e di manutenzione si vede dare in carico tre operai che però chiedono immediatamente il trasferimento nei rispettivi luoghi di residenza, uno a Livorno, due a Cecina.

Il Ministero continua a versare i soldi per gli stipendi al Campo nell'Elba che li gira a Cecina dove gli operai effettivamente: una partita di giro che però si interrompe nel 2005. Da quell'anno il Comune, allora guidato da Galli, smette di inoltrare i pagamenti in attesa di avere chiarimenti dal Ministero e accantona il denaro in fondi vincolati nel bilancio. Il Comune di Cecina procede alle ingiunzioni di pagamento che vengono riconosciute.

"Per fortuna quei fondi sono stati accantonati e non spesi - spiega Lambardi - ma la causa legale ha prodotto un costo ulteriore di 67mila euro e quelli dovremo tirarli fuori noi. Questa, insieme a Daneco, è una pesante eredità che riceviamo dalle amministrazioni precedenti e alla quale dobbiamo fare fronte, non intendo lasciare questo peso sulle spalle di chi mi succederà".

Il pagamento della causa Daneco è stato rateizzato (370.000 entro il 30 maggio 2016 e una seconda rata dell’importo di 80.000 entro il 28 febbraio 2017) dopo un accordo stragiudiziale e anche con l'amministrazione di Cecina si giungerà a un accordo simile, ma è innegabile che tali fondi andranno a incidere sulle attività comunali: "In previsione di questa eventualità le somme erano state accantonate - spiega il sindaco - ma un esborso di questa entità va a incidere sulla capacità di spesa per il prossimo anno".

"Dovremo fare dei tagli, questo è indubbio, ma cercheremo di spalmarli su tutte le voci di bilancio in modo da non affossare un servizio, taglieremo il superfluo e fare qualche economia sulle piccole opere ma del resto non possiamo fare altrimenti: sono debiti che ci siamo trovati e che dobbiamo onorare. Avremmo potuto opporci e fare ricorso ma questo avrebbe portato a maggiori esborsi, preferiamo essere seri e questa è la mia linea".

Un risvolto positivo forse c'è: le aliquote comunali delle imposte sono state già approvate e questi esborsi non si tradurranno in un aumento delle tasse: "No, lo confermo, non verranno alzate le tasse comunali, i campesi pagano già abbastanza".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata



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