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Attualità lunedì 03 agosto 2015 ore 16:08

Attivate le telecamere anti-bracconaggio a Pianosa

Partito il primo lotto del progetto di videosorveglianza dell'arcipelago toscano. Parco, Capitaneria e Forestale unite contro la pesca di frodo



CAMPO NELL'ELBA — E' stata presentata oggi l'attivazione delle 15 telecamere della videosorveglianza a Pianosa. È stato descritto il progetto e sono state mostrate la postazione e la funzionalità del sistema: 5 postazioni da 3 telecamere ciascuna, di cui due per la visione diurna e una termocamera per la visione notturna.

Oltre al presidente Sammuri e alla direttrice Zanichelli erano presenti il progettista ing. Angelo Carpani e l’architetto Giovanni De Luca responsabile dell’ufficio tecnico del PNAT.

Sono intervenuti anche il comandante Iacopo Mori del Corpo Forestale e il comandante Emilio Casale della Capitaneria di Portoferraio per gli aspetti relativi al controllo. Presente anche il nuovo comandante dei Carabinieri di Portoferraio Capitano Antimo Ventrone da pochissimi giorni al Comando.

Era già stata annunciata alla stampa in varie occasioni l’intenzione del Parco di dotarsi di un sistema di telecontrollo e videosorveglianza per contrastare gli illeciti ambientali, controllare i flussi turistici di alcune aree ad elevata criticità e supportare con la tecnologia la ricerca scientifica con monitoraggi e postazioni di osservazione sulle emergenze della biodiversità.

Il presidente Sammuri si è detto soddisfatto stamani, per l’attivazione delle telecamere a Pianosa. L’isola sarà monitorata per prima non solo per l’importanza naturalistica e la delicatezza dei suoi equilibri naturali ma perché più esposta ai casi di accesso illecito per bracconaggio o per il mancato rispetto delle regole di fruizione, perché più facilmente raggiungibile rispetto alle altre isole.

E’ attiva ora all’isola d’Elba, dove ha sede l’Ente Parco, la centrale operativa di gestione e monitoraggio del sistema di videosorveglianza dove potranno essere visionate “in live” e registrate le immagini delle postazioni di ripresa. Anche la Capitaneria di Porto di Portoferraio e il Coordinamento territoriale per l’ambiente del CFS avranno una postazione di monitoraggio nelle loro sedi operative.

Il Comandante della Capitaneria Emilio Casale ha definito il progetto importante ed efficace sulla deterrenza degli illeciti dolosi e colposi nell’area protetta. Nella fase sperimentale andranno affrontate le relazioni tra il Parco il Corpo Forestale e la Capitaneria per collaborare alla migliore efficacia e riuscita del sistema.

Il Comandante Iacopo Mori ha concordato sull’importanza del progetto che è stato concepito nel 2012 per prevenire le attività di bracconaggio. Ritiene che questo sistema possa colmare anche la carenza di personale delle forze dell’ordine. Sarà necessario definire i passaggi e le modalità di sanzionamento degli illeciti.

Il progettista Carpani lo ha definito un progetto molto complesso e impegnativo che interessa tutte le sette isole dell’Arcipelago Toscano a mare e a terra: impianti di questa complessità non ne sono stati ancora realizzati in Italia. Carpani ha spiegato infatti come la realizzazione di un sistema di telecontrollo e videosorveglianza all’interno del Parco Nazionale Arcipelago Toscano abbia presentato delle “criticità” che normalmente non si riscontrano nella realizzazione di sistemi analoghi in ambito urbano.

Le postazioni di ripresa indicate e gli obiettivi da monitorare si trovano in contesti ambientali privi di qualsiasi illuminazione durante le ore notturne, questo ha comportato necessariamente l’adozione di termocamere che sono in grado di rilevare un obiettivo fino a 1 km e mezzo e anche di notte.

Inoltre in quasi tutte le postazioni di ripresa indicate manca la corrente In tali postazioni, è stato necessario quindi prevedere l’installazione di pannelli solari e paline eoliche, con i relativi sistemi di accumulatori. Senza considerare i problemi di natura “logistica” quali l’assenza di collegamenti marittimi tra le isole.

La realizzazione del primo lotto, che sta per essere conclusa ed è già finanziata, prevede la realizzazione del sistema sia a mare che a terra su Pianosa, Montecristo e Giannutri, mentre il secondo lotto completerà l’implementazione delle prime tre isole e si orienterà su Gorgona, Capraia, Elba e Giglio. 

Su l’Elba e Giglio le postazioni saranno solo terrestri. Sono previste postazioni fisse e mobili che saranno posizionate al bisogno ed impostate anche per registrare eventuali atti vandalici a danno delle telecamere stesse.

Una dorsale wireless che parte da Giannutri e terminerà a Gorgona collegherà dunque tutto l’Arcipelago. Il costo onnicomprensivo della realizzazione è di circa 1.100.000 euro.



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