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Un testimone dell'incidente di Satnam: «Abbiamo chiesto a Lovato di chiamare i soccorsi, ma lui diceva che era morto»
Un testimone dell'incidente di Satnam: «Abbiamo chiesto a Lovato di chiamare i soccorsi, ma lui diceva che era morto»

Cronaca giovedì 13 marzo 2014 ore 15:50

Appicca incendio al "cantierino", arrestato

In manette 22 enne tunisino accusato di incendio doloso aggravato



PORTOFERRAIO — Già dal pomeriggio di ieri aveva discusso con un giovane senegalese per futili motivi ed evidentemente la questione tra lui e l’altro straniero non era stata chiarita sufficientemente, così H.H., 22enne, tunisino, dimorante da anni all’Elba, nella successiva nottata, sapendo che il contendente con cui aveva avuto da ridire è solito bivaccare presso uno stabile abbandonato della zona portuale, noto ai portoferraiesi con il nome di “cantierino” (una dismessa officina navale), ha deciso di vendicarsi dell’affronto subito presentandosi al noto dormitorio con una tanica di benzina in mano e pessime intenzioni.

H.H. ha quindi, dapprima, cosparso del liquido infiammabile tutto ciò che si trovava all’interno del locale e poi ha appiccato il fuoco, che si è velocemente propagato anche grazie ai rifiuti ivi presenti ed a ciò che resta del mobilio dei dismessi uffici del cantiere, accelerando la combustione. I quattro ragazzi che in quel momento si trovavano all’interno del canterino, due uomini e due donne, sono riusciti a scappare e a chiamare i soccorsi che sono arrivati dopo pochi istanti. I Vigili del Fuoco sono riusciti a domare le fiamme che comunque hanno distrutto tutto ciò che era custodito all’interno dei locali ed i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile e del Comando Stazione di Portoferraio hanno fatto partire le indagini che si sono velocemente concluse con l’individuazione del responsabile, già noto alle Forze dell’Ordine ed esaustivamente descritto dagli stessi occupanti del locale.

L’incendio, spento in meno di un’ora, ha determinato il crollo del solaio della fatiscente struttura, ma per fortuna non ha causato feriti.

Il giovane tunisino è stato rintracciato e tratto in arresto e dopo una notte in cella presso la sede del Comando Compagnia Carabinieri di Portoferraio è in procinto di essere trasferito a Livorno, innanzi all’Autorità Giudiziaria, che a esito dell’udienza di convalida valuterà se il suo futuro immediato sarà o meno quello del carcere cautelare, in attesa del giudizio per il delitto di incendio doloso aggravato, che prevede una pena che può raggiungere i sette anni di reclusione. 


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