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Attualità domenica 06 settembre 2020 ore 13:45

Cinghiali, "subito piano unitario di contenimento"

Cinghiali a bordo strada ad Ortano, Rio (foto di repertorio)

A chiederlo è Legambiente Arcipelago toscano che fa appello ai Comuni elbani e alla Regione Toscana affinché presentino un progetto al ministro Costa



ISOLA D'ELBA — "L’ennesimo e grave incidente stradale causato – a detta dei carabinieri - da un cinghiale (leggi qui l'articolo) porta drammaticamente e nuovamente all’attenzione un problema che da ecologico, agricolo ed economico sta diventando ormai anche di pubblica sicurezza".

Legambiente Arcipelago toscano chiede ai Comuni elbani e alla Regione Toscana di intervenire in modo unitario.

"Legambiente Arcipelago Toscano - si legge nella nota - formula i più sinceri auguri di guarigione all’uomo infortunato e trasportato in codice rosso in elicottero all’ospedale e non può che far notare che si tratta dell’ultimo episodio di una serie infinita di segnalazioni di invasioni di coltivazioni, sfondamento di reticolati – come gli ultimi segnalati nel riese – e di cinghiali pericolosamente vicini alle abitazioni di quest’estate, mentre seno sempre più evidenti le tracce di scavo degli ungulati intorno ai centri abitati e lungo le strade provinciali. Una situazione devastante per la biodiversità insulare e per quel che resta dell’agricoltura, creata da animali introdotti come bersaglio da tiro e che sono sfuggiti di mano a una gestione venatoria che, di fatto, non c’è mai stata e che ha portato solo al loro proliferare per facilitare la caccia".

"Una situazione non più tollerabile e che sta mettendo a rischio l’incolumità delle persone. - prosegue Legambiente - Nella sua recente visita all’Elba, il ministro dell’ambiente Sergio Costa, preso atto dell’impegno messo in atto dal Parco Nazionale per il contenimento dei cinghiali e della richiesta pressante dello stesso Parco e di Legambiente e Coldiretti per l’eradicazione degli ungulati invasivi introdotti dai cacciatori ha detto che è disponibile a finanziare progetti di forte riduzione dei cinghiali proposti dalle amministrazioni comunali. Progetti mai avanzati e dei quali non si vede ancora traccia".

"L’ennesimo incidente e le continue segnalazioni di agricoltori e cittadini dimostrano quanto sia stata mal meditata e sbagliata la decisione di dichiarare l’Elba area vocata per il cinghiale. E’ l’ora di finirla! Chiediamo – insieme a molti altri - ai candidati elbani alle elezioni regionali di dire cosa vogliono fare per arrivare a prima a una forte e rapida limitazione della presenza invasiva dei cinghiali e poi alla loro eradicazione. E sarebbe bene che non riproponessero come novità le ricette fallimentari del passato, o che a curare la malattia sia chi l’ha propagata. Ai sindaci e alle Amministrazioni comunali elbane chiediamo di pronunciarsi nettamente contro l’area vocata e di presentare al Ministro dell’Ambiente e alla Regione un piano – possibilmente unitario e scientificamente basato - per la radicale e rapida diminuzione del numero dei cinghiali e per la difesa dell’agricoltura e della biodiversità. - conclude Legambiente -Tutto il resto sono chiacchiere che servono solo a mantenere la pericolosa e insostenibile situazione creata da chi crede di potersi continuare a divertire a danno di tutta un’isola". 



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