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Attualità venerdì 02 agosto 2013 ore 10:20

"L'acqua termale, nuova risorsa per l'Elba". Intervista a Claudio de Santi che a questo progetto crede da sempre



RIO MARINA - Proseguono al Cavo, nel comune di Rio Marina, le attività di ricerca e analisi delle acque termali trovate in quest’area del versante orientale dell’Isola d’Elba. Una novità importante per il territorio che potrebbe tradursi in una nuova risorsa per l’economica e lo sviluppo dell’Isola. Qui Isola d'Elba ha intervistato uno degli imprenditori che ha deciso di investire le proprie risorse in questo innovativo progetto. Claudio dè Santi, imprenditore edile da generazioni, fiorentino doc, da sempre legato all’Isola, racconta il percorso condotto dall’Associazione Temporanea di Imprese costituitasi proprio credendo nel progetto Acque Termali.
Dottor de Santi, come è nata l’idea di dedicarsi a questa iniziativa imprenditoriale così innovativa e per certi versi incerta, per l’Isola?
Un primo segnale che in questa zona dell’Isola d’Elba potevano esserci delle risorse idriche con queste caratteristiche lo aveva dato Asa qualche anno fa. La società che gestisce il servizio idrico per l’Elba aveva effettuato un primo scavo e aveva trovato una vena scarsa di acqua a circa 70 mt di profondità. Ma oltre questo limite Asa decise di non andare. Grazie al prof. Vittorio D’Oriano, vicepresidente del Consiglio nazionale dei geologi, capimmo che si poteva tentare questo percorso. Fu lui ad intuire che una ricerca attenta in questa parte dell’isola avrebbe potuto dare i suoi frutti. Credemmo in quest’idea e ci buttammo nell’impresa.
Quando sono iniziate le ricerche?
L’attività è iniziata poco più di due anni fa. Appena giunsero le autorizzazioni. Poi ci fu l’interruzione dovuta all’intervento di Asa che disconosceva il nostro diritto a procedere. Questo ha rallentato il lavoro iniziato. Quel pozzo fu chiuso. Dovemmo ricominciare tutto da capo. E questo ci ha danneggiati sotto il profilo del raggiungimento dei risultati, che sono arrivati con ritardo, e sotto il profilo economico, per i costi ulteriori che abbiamo dovuto sopportare e che potrebbero ulteriormente lievitare. Per molto tempo non abbiamo trovato la falda, ma continuavamo a sperare. Poi è andato tutto bene e adesso abbiamo un acqua che ha una temperatura di47°C comprovati. Un grande risultato
Qual è adesso la vostra posizione?
Noi abbiamo il diritto di utilizzo dell’area quali ricercatori. Devo sottolineare che abbiamo sempre avuto un grande supporto dall’amministrazione comunale sia quando abbiamo iniziato con il sindaco Bosi, che dopo con il sindaco Mancuso ed anche oggi con la nuova amministrazione guidata dal sindaco Renzo Galli. Lo scopo è quello di andare avanti e portare a termine il progetto. Una volta che ci saranno tutte le certificazioni riconsegneremo l’area al comune che dovrà mettere a bando la gestione delle acque.
Quali ulteriori passi ci sono da compiere, quindi, per le certificazioni?
Premetto che tutto il percorso è stato seguito dai più grandi esperti italiani e nel pieno rispetto del territorio e di quello che la normativa prescrive in merito. Il 9 settembre prossimo saranno effettuati ulteriori prelievi dall’Università degli studi di Pisa per conto del Ministero della Sanità. Ulteriori controlli saranno Poi saranno avviate le procedure per le certificazioni di acqua termale. A quel punto il percorso sarà completato.

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