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Lavoro martedì 07 giugno 2022 ore 17:50

Sanità, dichiarato stato di agitazione

Infermieri (Foto di repertorio)

Preoccupazione da parte dei sindacati per la tenuta del sistema socio-sanitario provinciale per le aree Livornese, Valli Etrusche ed Elba



LIVORNO — Cgil, Cisl e Uil confederali si sono riunite a Livorno insieme alle loro categorie dei pensionati e della sanità preoccupati per la tenuta del sistema socio-sanitario provinciale che "presenta notevoli criticità aggravate dalla carenza di personale e dai ritardi nello sviluppo dei servizi territoriali e delle innovazioni necessarie negli ospedali di Livorno, Valli Etrusche, Elba".

"Siamo all'inizio della stagione estiva che determina un iper-afflusso di utenza nei servizi di emergenza-urgenza territoriali, nei pronto soccorso e nei reparti ospedalieri quali le nefrologie preposte alle cure dei cittadini bisognosi di dialisi e di conseguenza anche sui blocchi operatori e sulle diagnostiche", hanno spiegato. 

Per questo Cgil, Cisl e Uil sostengono con decisione lo stato di agitazione dichiarato dalle rispettive categorie della sanità.

"La Regione Toscana deve dare mandato ai direttori generali di rispettare l'accordo sottoscritto a gennaio 2022 e che prevede la revisione dei piani di fabbisogno del personale che va correlato alla effettiva produzione dei servizi rispettando orari di lavoro ed il necessario riposo degli operatori fortemente stressati dopo il lungo e pesante periodo pandemico e di convocare urgentemente i tavoli di confronto. - hanno spiegato - Anche nel 2021 le ferie non godute dagli operatori sono stimate in circa 150mila ore equivalenti ad oltre 110 dipendenti in servizio che si aggiungono al grande cumulo non smaltito negli anni che ammonta ad un costo non pagato di circa 40 milioni di euro. Ciò significa meno riposo e più stress da lavoro con un impatto negativo sulla sicurezza e la qualità dei servizi. Significa anche zero sviluppo nei servizi fondamentali quali l'abbattimento delle liste di attesa diagnostiche e chirurgiche ed alti carichi di lavoro nei Pronto Soccorso e nel 118".

"Nonostante le intenzioni dichiarate da Regione ed Azienda la mancanza di personale impedirà il raggiungimento dell'obiettivo di ridurre le lunghe attese sopportate dai cittadini. - hanno proseguito - Oggi è urgente un piano straordinario di programmazione e di sostegno alla formazione di nuovi medici, infermieri, oss, tecnici sanitari, senza i quali anche i progetti legati al Pnrr rischiano di essere scatole vuote. Di questo deve farsene carico la Regione Toscana assumendo le iniziative necessarie per eliminare il numero chiuso alle università, l'aumento delle borse di studio, la creazione un fondo dedicato al sostegno delle zone socio-sanitarie più deboli, non solo con graduatorie dedicate alle aree svantaggiate con riconoscimenti aggiuntivi".

Nei prossimi 15 giorni ci saranno incontri a livello aziendale e regionale i cui esiti saranno valutati per decidere ulteriori iniziative di sostegno agli operatori e ai cittadini.


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