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Attualità lunedì 10 novembre 2014 ore 18:50

Una campese alla maratona della Grande Mela

Susanna Orlandini racconta la sua esperienza nella corsa podistica più famosa del mondo. Tra grande freddo e Quinta strada, un'esperienza da ricordare



CAMPO NELL'ELBA — 3 ore e 44 minuti. Tanto separa l'Elba da New York. Non è un nuovo super aereo intercontinentale ma il tempo che Susanna Orlandini ha impiegato per percorrere i famigerati 42 chilometri (e 195 metri) della maratona. Anzi La maratona, quella più famosa, quella di New York. 

Susanna era una delle migliaia di partecipanti (ma gli aspiranti corridori superano il tetto del centinaio di migliaia) che lo scorso 2 novembre si sono affollati ai nastri di partenza. Un percorso ricco di fascino che si snoda fra i cinque distretti della città che non dorme mai.

"Sportivamente è andata molto bene, ho migliorato il mio record personale. Ma il bello è stato tutto il resto perchè se hai questa passione la maratona di New York è il massimo che puoi fare, un sogno che si avvera".

Susanna è stata accompagnata da un altro elbano, Luigi Carotenuto di Porto Azzurro ma residente a Londra, e insieme hanno sfidato il freddo (6 gradi di media, inverno pieno) e un passo alla volta sono passati da Staten Island a Manhattan, dal West Side a Brooklin fino a Central park.

"Quello che mi ha colpito è stata la grandissima organizzazione, c'erano migliaia di volontari che ti aiutavano in ogni momento e sapevano sempre dove indirizzarti. E poi il pubblico: per loro è un evento importantissimo e c'erano ali di folla che ti incitavano e ti sostenevano anche se non avevano idea di chi fossimo".

Una festa che Susanna si è regalata per il cinquantesimo compleanno: "Era tanto che ci pensavo e che sognavo di farla, quando ho scoperto che un mio amico aveva alcune pettorine libere ho pensato che sarebbe stato il momento giusto e ho cominciato la preparazione".

Un allenamento particolare che l'ha vista percorrere l'Elba in lungo e in largo: "Ho ricominciato a correre tre anni fa e devo ringraziare la società atletica isola d'Elba per avermi fatto riscoprire questa passione. In vista di New York ho passato mesi a prepararmi, facevo dei "lunghi" da Lacona a Cavo".

Dopo la maratona Susanna si è regalata anche un tour fra le strade più famose del mondo (da Wall Strett alla 5° avenue) ma è tornata presto all'Elba per allenarsi ancora. In fondo ci sono ancora molte capitali che l'aspettano, sempre distanti 42 chilometri (e 195 metri). 

Luca Lunedì
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