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Attualità mercoledì 21 dicembre 2022 ore 16:00

Talee sul fondo del mare per trasferire la Posidonia

Le operazioni di trapianto della posidonia
Le operazioni di trapianto della posidonia

Sono 53.000 le piantine espiantate e ripiantate dagli esperti lontano da dove verrà posato un nuovo elettrodotto sottomarino fra l'Elba e Piombino



FOLLONICA — Talee reimpiantate sui fondali del Golfo di Follonica per mettere a dimora 53.000 piantine di Posidonia oceanica lontano da dove a primavera verrà posato un nuovo elettrodotto sottomarino fra l'isola d'Elba e Piombino: è l'operazione portata a conclusione da Terna, che ha espiantato e reimpiantato le migliaia di talee entro un'area di oltre 1650 metri quadrati.

La posa del cavo garantirà all'Elba importanti benefici in termini di efficienza, sicurezza e sostenibilità delle forniture, ma c'era da tutelare la biodiversità dei fondali. 

Così ecco l'azione propedeutica rispetto all'installazione del nuovo elettrodotto per cui Terna ha previsto investimenti pari a 90 milioni di euro. Avrà una lunghezza complessiva di circa 37 chilometri, di cui circa 34 sotto il livello del mare, e consentirà di raddoppiare le linee di connessione tra il sistema elettrico nazionale e la rete dell’isola d’Elba.

Operazione Posidonia oceanica

Ma prima: la Posidonia oceanica. La pianta acquatica tipica del Mar Mediterraneo ricopre infatti un ruolo strategico per l’ecosistema, tanto da essere stata definita “habitat prioritario” dall’Unione Europea. Le sue praterie, spiega una nota proprio di Terna, ospitano numerose specie di pesci e molluschi e producono grandi quantità di ossigeno (fino a 20 litri per metro quadrato al giorno) grazie all’elevata capacità fotosintetica delle foglie. 

Non solo: proteggono le coste dall’erosione tramite l’azione di consolidamento dei fondali, la ritenzione di sedimento fine e l’accumulo di ammassi di foglie morte sulla parte emersa delle spiagge.

E così, ecco che alcuni fasci di Posidonia oceanica sono stati prelevati e reimpiantati nel Golfo di Follonica in un’area caratterizzata da condizioni ambientali idonee con un'attività effettuata in collaborazione con Econ che ha eseguito il trapianto sotto la supervisione del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNisMa). 

Concluso il trapianto, si apre adesso una seconda fase che consiste in un piano di conservazione e monitoraggio ambientale della durata di 10 anni che consentirà di seguire non solo l’andamento nel tempo del numero dei fasci di Posidonia oceanica nelle aree trapiantate, ma anche la crescita e lo stato di salute delle piante.


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