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Politica venerdì 14 aprile 2017 ore 10:39

Avviato l'iter di fusione riese in Regione

​I Comuni di Rio Marina e di Rio nell’Elba avviano l’iter del progetto di legge regionale per la fusione dei due comuni



RIO NELL'ELBA — I sindaci di Rio Marina, Renzo Galli, e di Rio nell’Elba, Claudio De Santi, hanno formalmente presentato lunedì scorso negli uffici della Regione Toscana la proposta per un progetto di legge regionale che disciplina la procedura di fusione dei due comuni e l'indizione del referendum popolare. 

Prende così corpo il progetto che ha visto una prima delibera di indirizzo dei due consigli comunali, le assemblee dei cittadini nel territorio e le deliberazioni finali che hanno deciso i principi fondamentali della fusione. 

Primo di tutti il nome del nuovo comune, che sarà Rio, poi la decorrenza del nuovo ente, che nascerà dal 1°gennaio 2018, poi ancora l’articolazione territoriale che comprenderà due municipi amministrativi, Rio Elba, dove avrà sede il consiglio comunale, e Rio Marina, dove avrà sede il sindaco. 

Tutti questi aspetti fondamentali saranno ripresi dallo statuto del nuovo comune che le due amministrazioni hanno intenzione di far deliberare dai rispettivi consigli comunali dopo il referendum, che prevederà anche la possibilità di costituire altri municipi in modo da garantire il massimo decentramento amministrativo. 

Altro aspetto fondamentale sarà costituito dalla nuova organizzazione degli uffici, che verrà articolata sui due municipi con la suddivisione dei servizi e la costituzione di front-office per rispondere comunque alle richieste dei cittadini anche per quelli insediati presso l’altro municipio. 

Inizia ora il percorso di redazione del testo della legge, che verrà sottoposto all’esame delle commissioni regionali competenti per essere poi votato dal consiglio regionale dopo il periodo estivo, in modo da rendere possibile l’indizione del referendum per la fine di settembre primi di ottobre. 

L’ultimo scorcio del 2017 sarà utilizzato, nel caso di esito positivo del referendum e delle decisioni che spettano alla Regione, per approvare il nuovo statuto, per organizzare gli uffici e per gli ultimi adempimenti di fusione. 

Sempre in caso di esito positivo del referendum, resta confermata la decadenza dei rispettivi organi amministrativi, mentre i due sindaci affiancheranno, a livello consultivo, il commissario prefettizio fino alle elezioni 2018. 

Rimangono altresì confermati, salvo future modifiche di legge, i contributi statali e regionali alla fusione, come le altre provvidenze sul personale e sulla facoltà di indebitamento che, indubbiamente, agevoleranno l’avvio del nuovo ente e gli daranno un adeguato polmone finanziario. 

Parte ora l’attività di propaganda e di confronto dei comitati per il Sì e per il No.


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