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Attualità sabato 15 aprile 2017 ore 13:54

Terme di Rio, la Regione sceglie Cala Seregola

​La Regione Toscana e l’esperto di Federterme indicano Cala Seregola come sito ideale per le future Terme di Rio, perplessità del Comune



RIO MARINA — Nel corso dell’incontro con gli assessori regionali alla Pianificazione Territoriale, Vincenzo Ceccarelli, e all’Ambiente, Federica Fratoni e con la presenza del presidente del PAT, Giampiero Sammuri, sono state esaminate le conclusioni di natura urbanistica e tecnica  per la migliore allocazione delle future Terme di Cavo. 

L’incontro, al quale è succeduto un colloquio di aggiornamento col presidente Rossi, è stato coordinato dal capo di gabinetto della presidenza, Ledo Gori, mentre per il comune di Rio Marina, oltre al sindaco, erano presenti gli esperti di fiducia Pierfrancesco Bernacchi per la parte termale, l’avv. Mario Chiti per la parte urbanistico legale e l’arch. Giovanni Parlanti, pianificatore. 

Sul tavolo le due possibili localizzazioni: quella delle Paffe, interessata dai vincoli posti dal piano paesaggistico della Toscana, e quella di Cala Seregola, ricadente nella zonizzazione DS del Piano del Parco, che pone vincoli al cambio di destinazione d’uso e al carico antropico. 

Il Comune di Rio Marina ha posto come prima opzione l’area delle Paffe, anche in risposta alle richieste della popolazione di Cavo, mediante una perequazione urbanistica delle fatiscenti volumetrie esistenti sull’area di Cala Seregola, per ottenere il doppio risultato di risanare due aree che presentano, la seconda in maniera più evidente, situazioni di degrado. 

Sulla prima e principale alternativa la Regione Toscana ha ribadito la sua posizione negativa dettata dal rispetto senza eccezioni del PIT che imporrebbe quindi una negoziazione dagli esiti incerti. Il Comune di Rio Marina ha insistito attraverso l’intervento dell’avv. Chiti sul suo carattere di interesse pubblico, non riuscendo tuttavia a rimuovere la pregiudiziale regionale. 

A questo punto è stata presa in considerazione la seconda alternativa di Cala Seregola, ritenuta da tutti, urbanisti compresi, più gestibile col Parco azionale dell’Arcipelago. Su questa indicazione aveva già convenuto il consulente, giudicandola la più idonea per il tipo di struttura da realizzare, precisando che più di terme si deve parlare di centro benessere. 

In relazione alla mancata attuazione del Piano di Parco sulle aree DS, che lascia libero spazio alla norma di salvaguardia e al congelamento della situazione esistente, è nato un confronto col presidente Sammuri sulla sua mancata attuazione e, quindi sulla necessità di attivare le procedure necessarie, quali una variante normativa che ne precisi la destinazione. 

L’iter, particolarmente articolato, ne prevede l’approvazione da parte della Comunità del Parco, del Consiglio Direttivo, della stessa Regione Toscana e la notifica al Ministero dell’Ambiente. 

Il Comune di Rio Marina ha manifestato la propria insoddisfazione, soprattutto per i tempi non determinabili a priori delle soluzioni prospettate, che non tengono conto delle certezze richieste dal mercato degli investitori e che rischiano di vanificare i 20 milioni stimati e confermati di investimenti, sui quali ha richiamato anche l’attenzione del presidente Rossi nel successivo colloquio. 

A questo punto l’amministrazione presenterà un’ipotesi circostanziata di variante normativa al piano del Parco, che comprenderà un piano particolareggiato d’intervento sull’area di Cala Seregola, che presenta non indifferenti problemi di ripristino ambientale, che spera non incidano in maniera eccessiva sull’investimento tale da metterne in discussione l’equilibrio. 

Su tale variante si aprirà un confronto in modo da rendere possibile l’attivazione per le aree minerarie di Rio Marina di un progetto integrato di valorizzazione rimasto inattuato, e sul quale rimane aperta la mobilitazione richiesta alle categorie economiche e alle componenti della società locale. 

Considerata l’entità del flusso e la temperatura delle acque, l’amministrazione sta valutando di riservare una parte della gara, eventualmente anticipandola sui tempi dell’intervento complessivo, alla distribuzione alle strutture alberghiere di Cavo e a promuovere la realizzazione di un impianto locale, oltre a misure finanziare a favore del territorio col ricavato delle concessioni.



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