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Cultura venerdì 30 settembre 2016 ore 08:30

Un ricordo di Giorgio Weiss, elbano d'adozione

Ospitiamo una lettera di Stefano Bramanti in ricordo del poeta Giorgio Weiss, scomparso pochi giorni fa e molto legato all'Elba



PORTOFERRAIO — "Nella vita - ebbe a dirmi Giorgio - ci sono solo due certezze la nascita e la morte". Era molto sagace ed anche ironico e la notizia della sua fine mi ha colto di sorpresa. Voglio anche io dare un piccolo ricordo di un personaggio unico e di valore. 

Lo conobbi al bar Roma a Portoferraio, nel 2000. Mi convocò a quei tavolini, per sapere del Circolo Pertini. Scoprii un uomo dai modi gentili e colto, che per prima cosa, saputo che ero insegnante alla scuola media Pascoli, mi fece un bonario ammonimento, detto sempre col sorriso . 

"Fai molta attenzione; io ho lavorato a lungo alla Corte dei Conti, sono un giurista. Ho visto tanti docenti rovinati economicamente in seguito ad incidenti capitati durante il lavoro, in particolare quando studenti si erano fatti male nel bel mezzo delle loro lezioni".

Poi mi raccontò della sua passione per la letteratura giocosa, in particolare per la poesia e non a caso è a lui che si deve una decisa promozione della vena poetica dell'isola, già ricca di penne facili con Gisella Catuogno, Sandra Palombo, Fabrizio Prianti, Annamaria Carletti, Adriano Pierulivo, Angelo Mazzei e via dicendo. 

"Dovevo fuggire dal grigiore della mia professione - ammise - e cosa c'è di meglio che giocare con le parole o con la recitazione". E non a caso il suo curricolo è vasto. Chi vuole lo veda sul sito web che porta il suo nome. 

"Sono stato in Rai più volte - mi disse - a fare spettacoli, performance letterarie, poi diverse volte al Costanzo Show e pensa sono stato premiato anche dalla Presidenza del Consiglio per l'anno della cultura del 1989. Poi, addirittura, mi chiamarono New York". 

Insomma impegni culturali molteplici. Volle subito iscriversi al circolo Pertini e quindi sapere tutto dell'elbanità di quel grande personaggio, carcerato negli anni 30 a Pianosa perché antifascista, poi anche a Portoferraio, dove subi un processo per oltraggio. Giorgio sembrava l'avessi conosciuto da sempre e fece quindi parte del nostro direttivo del Pertini. 

Lo coinvolsi più volte in momenti didattici a scuola. Proponeva giochi con le parole, anche gli Haiku, agli studenti che erano entusiasti dei suoi stimoli all'espressione, di cui avevano ed hanno grande bisogno. Poi il poeta e scrittore creò e attuò per anni il Festival della poesia a Capoliveri, intitolato a Bartolommeo Sestini e mi chiamò nella giuria, finché ridusse il concorso ai soli Haiku, a cui parteciparono varie scolaresche dell'isola. 

Insomma Giorgio, ripeto, ha sviluppato un forte movimento culturale all'isola, specialmente sulla poesia, cosa che pochi altri hanno saputo fare. Infatti, dopo il suo ritorno a Roma, lasciando la sua casa di Bagnaia, dove viveva a periodi con la sua Lia, purtroppo deceduta, non si sono più registrati eventi come quelli che Weiss gestiva, spesso con show in piazza La Vantina, d'intesa con l'amministrazione di Capoliveri.

Si è spenta quindi la sua fiamma culturale, ma le sue tracce sono immortali. Non c'è che da ripercorrere la strada da lui segnata, magari creando una manifestazione letteraria e poetica nel suo nome, proprio per ridar vigore a questo settore. Noi, come circolo Pertini, perdiamo una persona degna e di qualità e lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto.



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