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Attualità venerdì 13 maggio 2022 ore 17:30

"Plasma iperimmune può salvare pazienti fragili"

Il medico di Pronto soccorso Giovanni Belcari spiega le procedure per la cura di un paziente Covid fragile con autorizzazione del Comitato etico



PORTOFERRAIO — "Ho preso in carico un paziente completamente abbandonato da diversi mesi il 25 aprile, in stato di insufficienza respiratoria e polmonite bilaterale, in assenza di cure, generalmente questi pazienti sono spacciati come chiunque capirà proprio perché lasciati senza cure e completamente abbandonati a loro stessi".

Il dottor Giovanni Belcari

A parlare della vicenda avvenuta al Pronto soccorso dell'ospedale di Portoferraio è il dottor Giovanni Belcari, medico di Pronto soccorso. Su tale vicenda l'Asl Toscana nord ovest ha fatto sapere di avere avviato una verifica interna con i soggetti coinvolti e una verifica sulla letteratura scientifica.

"Se questo fosse provato, la Asl dovrebbe prima di tutto chiarire questo aspetto, trovarne i responsabili e chiedere scusa al paziente in primis. - spiega  Belcari - Il paziente ha ricevuto nell'ambito di una "procedura d'urgenza" in virtù delle condizioni di salute che ne mettevano a repentaglio la vita, l'autorizzazione da parte del Comitato Etico alla somministrazione del plasma iperimmune da convalescente. Tale autorizzazione attentamente vagliata dalla Segreteria scientifica alla luce della sempre più fiorente letteratura che mi ha fedelmente supportato finora, vincola ad effettuare il farmaco il medico che l'ha richiesta o chi per lui, non è opzionabile, non è procrastinabile, non è discutibile, e chiunque crea ostacoli pretestuosi a che tale terapia non sia portata a termine, o ritardata, o contestata, le condizioni per il sottoscritto per denunciare chiunque si frapponesse tra il paziente e la sua legittima richiesta di cura, il reato di omissione di soccorso, ed interruzione di pubblico servizio o nel caso da tale interruzione o ostacolo si generasse un danno, il reato di lesioni o omicidio".

"Una volta che il Comitato Etico autorizza, - spiega Belcari - negare tale terapia, o porre in essere ostacoli o persino atteggiamento intimidatorio o minatorio verso il sanitario che tale terapia effettua, é atto gravemente omissivo che non ammette alcuna attenuante ed invece invoca precise responsabilità deontologiche, amministrative, penali. Sono certo che la Asl si riferisca a questo quando parla di approfondimenti di merito ma segnalo che la direzione Asl è stata da me informata dal primo giorno, nella persona del Dott Lavazza, che ho sempre aggiornato al pari di altri, e dal quale non ho ad oggi ricevuto alcuna risposta".

"L'autorizzazione del Comitato Etico di Area Vasta è inappellabile e rende il dirigente medico chiunque egli sia, - dichiara  Belcari - chi si frapponga a tale terapia peraltro de facto salvavita, immediatamente individuabile come reo e additabile alla pubblica autorità.
E il sottoscritto non avrà nessuna riserva in merito qualora qualcuno provasse nuovamente ad intimorirlo o il sottoscritto individuasse nell'atteggiamento di qualche collega un ostacolo alla cura dei propri pazienti il cui interesse é supremo".

"Ho infatti già dato mandato a i miei legali di evidenziare ogni possibile aspetto di querelabilità e denuncia delle indebite attenzioni e pressioni inaccettabili di cui sono stato oggetto".

"Invito nuovamente come ho fatto da praticamente un mese senza ricevere risposta alcuna la Direzione Generale Asl - aggiunge  Belcari- a prevedere per i fragilissimi pazienti in questione per ogni presidio dell'Asl Toscana nord ovest un percorso ad hoc per raccolta e trasfusione di plasma iperimmune per tali pazienti così gravemente a rischio, invitandolo anche a coinvolgermi nella veste di sindacalista nazionale dei medici del Pronto soccorso/118".

"Nella speranza di una prontissima risposta al riguardo  3 giorni fa il mio paziente aveva viremia annullata.La carica all'ultimo tampone molecolare era circa 200 volte inferiore al precedente. - conclude  Belcari - Potranno senza dubbio esser necessarie ulteriori trasfusioni che dovranno senza dubbio essere effettuate, o da me, o da altri colleghi se d'ora in avanti fosse necessario".


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