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Attualità martedì 05 maggio 2020 ore 13:04

Parchi toscani uniti per riaprire in sicurezza

Foto del Parco nazionale Arcipelago toscano
Foto di: Roberto Ridi

Allo studio una proposta con la validazione medica del Campus Biomedico Universitario di Roma. Ecco come vogliono procedere i presidenti dei parchi



PORTOFERRAIO — Lunedì 4 Maggio in conferenza stampa online si sono confrontati, Giampiero Sammuri, presidente Parco nazionale Arcipelago Toscano e di Federparchi Europarc Italia, Luca Santini, presidente Parco nazionale Foreste Casentinesi Montefalterona e Campigna, Fausto Giovanelli, presidente Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano, Lucia Venturi, presidente Parco Maremma e Giovanni Maffei Cardellini, presidente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Tutti i presidenti intervenuti hanno concordato sulla necessità di riaprire alla fruizione le aree protette, sia per aiutare la salute fisica e psicologica delle persone sia per decongestionare le aree urbane, troppo piccole per consentire il distanziamento fisico, senza considerare la possibilità di dare ossigeno alla economia sostenibile. I Parchi sono abituati alla fruizione controllata e hanno la possibilità di organizzare guide esperte per lo svolgimento delle escursioni in sicurezza. Procedure in sicurezza già sperimentate tra l'altro a Montecristo l'8 Marzo, subito prima della chiusura totale per l'emergenza sanitaria. Per questo hanno congiuntamente scritto al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi affinché sostenga le loro proposte.

Ma si è fatto di più in quanto Federparchi ha coinvolto in un protocollo d'intesa un team di esperti del Campus Biomedico universitario di Roma per studiare come fruire delle aree protette, sentieri, spiagge, ecc. in sicurezza con il supporto di validazioni mediche, e nel rispetto delle disposizioni della fase due. 

Durante la conferenza stampa è stato chiesto cosa si stia pensando per la fruizione subacquea. Giampiero Sammuri, a tal proposito, ha evidenziato che il virus sott'acqua non si diffonde e dunque il problema non è tanto l'immersione, ma come si arriva sul punto in cui ci si può immergere, gommoni e imbarcazioni non garantiscono il distanziamento di sicurezza, forse le immersioni dalla costa si possono fare. Ha aggiunto che comunque gli esperti stanno lavorando anche sulla fruizione delle aree marine e che a breve uscirà una proposta sulla fruizione sia a terra che a mare, alla valutazione di tutti i parchi, da proporre poi al Governo.



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