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lunedì 18 novembre 2019

Attualità lunedì 04 febbraio 2019 ore 07:00

Giornalismi e verità

Dalla Contessa Lara al Washington Post



PORTOFERRAIO — Due eventi apparentemente lontanissimi l’uno dall’altro ispirano questa riflessione. A prima vista accumunati solo dalla vicinanza temporale, la presentazione del piccolo, delizioso libro di Gloria Peria (D’amori di colori e di incanti- La Contessa Lara e l’Isola d’Elba), che narra la vicenda umana di una delle prime giornaliste nell’ottocento, legata al nostro scoglio, e lo spot planetario del Washington Post costato milioni, letto da Tom Hanks prima del Super Bowl, in realtà parlano della stessa cosa. L’esigenza di portare la verità. 

L’importanza di un ruolo, quello del giornalista, che al di là della retorica sulla missione, è essenziale. Soprattutto nel mantenimento del difficile, incostante equilibrio che chiamiamo democrazia. Che poi ci sia anche il tradimento dei principi, a volte l’asservimento alle “caste” dominanti, è un dato di fatto, ma proprio quando sembra che ne sia superata l’esigenza, nel mondo dell’informazione “fai da te”, appare dirompente quanto invece sia necessario avere una mediazione e la pluralità di pensiero. 

Nell’epoca degli algoritmi che standardizzano e appiattiscono il ragionamento, creando un sorta di pensiero unico ( non a caso uno dei più famosi sistemi in Italia è chiamato “la bestia”), la professionalità e il filtro diventano invece preziosi nel ricomporre gli elementi di situazioni complesse. Questo sta portando in tutto il mondo - è la denuncia del W.P. - alla pressione, a volte alle minacce e persino all’omicidio, di quegli esponenti della categoria che non accettano di piegarsi anche in presenza di regimi autoritari. 

Tornando agli aspetti certamente più sereni del nostro microcosmo, la storia della “Contessa Lara” pseudonimo di Eva Cattérmole, si inserisce in quelle frequentazioni intellettuali, spesso femminili, che riporteranno in auge l’Isola d’Elba nella seconda metà dell’ottocento. Ad una prima lettura, la sua figura può apparire solo come un’eroina tardo romantica, condizionata dalla sua stessa bellezza che l’aveva resa famosa nei salotti nazionali e forse portata al finale tragico della sua vita ( un caso di femminicidio ante litteram), ma in realtà l’attività pionieristica e la sensibilità femminile, la portano a essere una voce alternativa al conformismo ed anche una testimone con una lettura “verista” del mondo isolano. 

Un po' forzando, ci piace considerarla una antesignana del marketing territoriale, mission dell’agenzia di comunicazione che rappresento (Arcipelago Network). Sebbene le incrostazioni di un mondo maschilista siano ben lontane da essere cancellate, fortunatamente oggi la professione è sempre più aperta, se non trainata, dalla partecipazione femminile, anche nel nostro territorio. Tutto ciò si somma e in qualche modo spiega, nel nostro piccolino, la scelta di gestire un’agenzia che porti contenuti nel mondo del SEO (l’ingegneria di posizionamento web) e contribuisca a mantenere la pluralità dell’informazione attraverso la collaborazione con i media locali e la conoscenza della grande varietà del proprio territorio e della propria storia che, come dice Peria “ dà dignità al nostro presente”. 

Forse una scelta in controtendenza ma chissà, proprio per questo, corretta.



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