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Attualità Domenica 11 Ottobre 2026 ore 11:10

Città spugna, Portoferraio comincia dall'ascolto

Da sinistra, gli architetti Valentina Tosi e Massimiliano Pardi, Lucia Burroni consigliera Ordine Architetti di Livorno, Roberta Cini Presidente dell'ordinerchitetti PPC di Livorno, Alessandro Pastorelli consigliere Ordine Architetti PPC di Livorno, Nicola Ageno Assessore Portoferraio Edilizia Privata e Urbanistica

All'Ex Gattaia il laboratorio degli architetti Pardi e Tosi: cittadini al lavoro sulla città che verrà. "Un tassello, ora costruiamo il mosaico".



PORTOFERRAIO — "I partecipanti con la testa china sul questionario. Erano concentrati, impegnati a leggere, riflettere e rispondere. È stato il momento che più mi ha commosso". Se deve scegliere un'immagine da portare con sé, l'architetto Massimiliano Pardi non ha dubbi. Non un progetto, non un rendering: persone sedute attorno a un tavolo che dedicano il loro tempo a una domanda semplice e insieme vertiginosa. Come vorremmo che fosse Portoferraio tra dieci anni?

È successo sabato 10 Ottobre nella Sala Espositiva Pierluigi Nervi, all'Ex Gattaia, dove Pardi e la collega Valentina Tosi hanno dato vita al laboratorio "Città spugna e architettura partecipata", tappa elbana di "Open! Studi Aperti", la manifestazione nazionale degli architetti. Una mattinata pensata non per spiegare, ma per ascoltare.

"Ognuno portava la propria esperienza, il proprio modo di vivere la città, le proprie aspettative", racconta Pardi. "Vedere persone dedicare tempo e attenzione a Portoferraio mi ha fatto sentire il valore di ciò che stavamo facendo". 

Tanti e attenti i partecipanti sabato nella Sala Espositiva Pierluigi Nervi, all'Ex Gattaia di Portoferraio

L'obiettivo era chiaro fin dall'inizio. "Creare le condizioni perché le persone potessero esprimersi e ragionare insieme sulla qualità dei luoghi e della vita", spiega Tosi. Perché chi abita una città ne possiede una conoscenza che nessuna planimetria restituisce: "Sa dove si incontra volentieri, dove trova difficoltà, quali spazi sente accoglienti e quali vorrebbe cambiare". Il questionario è servito proprio a questo: raccogliere quel sapere quotidiano e affiancarlo alla riflessione dei progettisti.

Architettura partecipata, del resto, non è una formula di moda. "Significa riconoscere che le trasformazioni urbane riguardano la vita delle persone", osserva Pardi. "Una piazza, una strada, un giardino incidono sulle relazioni, sulla possibilità di muoversi, incontrarsi e sentirsi parte di una comunità". Ascoltare non vuol dire assecondare ogni richiesta: "Il nostro compito di progettisti è dare una lettura ai bisogni, anche quando sono differenti, metterli in relazione e tradurli in proposte coerenti e realizzabili".

E la città spugna? Il filo che la lega al resto, per Tosi, è la qualità dell'abitare. "Verde, acqua, ombra, accessibilità e spazi di socialità devono entrare nella stessa riflessione. Un'area verde può offrire occasioni d'incontro e contribuire alla gestione delle acque meteoriche; un percorso ombreggiato può rendere più piacevole muoversi a piedi". Ambiente e relazioni, insomma, non viaggiano su binari separati: "Si incontrano nelle esperienze quotidiane delle persone". 

Obiettivo: la Portoferraio che vogliamo abitare tra dieci anni

Missione compiuta? "Per questa giornata credo di sì", risponde Pardi. "Abbiamo creato uno spazio nel quale ragionare insieme. Ma quello che abbiamo raccolto è un primo contributo, da ampliare attraverso altri incontri e altre voci". L'idea è andare a cercare anche chi sabato era assente: "chi vive la città in modo diverso e chi fa più fatica a trovare occasioni per esprimersi".

Il prossimo passo è già tracciato. "Dare valore alle risposte", anticipa Tosi: leggerle con attenzione, individuare i temi ricorrenti e restituire alla comunità quanto è emerso, "mantenendo visibili anche le differenze". Una restituzione che potrà diventare il punto di partenza per un nuovo confronto, perché "è così che l'ascolto acquista continuità e può contribuire alla costruzione di priorità condivise".

Pardi sceglie un'immagine per chiudere: "Questa giornata è un tassello prezioso. Servono altri tasselli per costruire un mosaico capace di rappresentare la Portoferraio che vogliamo abitare tra dieci anni". Poi il ringraziamento ai partecipanti e alla collega, con una confessione: "Mi avete commosso". Tosi, invece, affida al futuro un augurio: che il confronto "diventi un'abitudine della comunità: trovare il tempo per osservare i luoghi, discuterne e immaginarne insieme il futuro".

All'Ex Gattaia, sabato mattina, quel tempo è stato trovato.

Letizia Cini
© Riproduzione riservata


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