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Attualità mercoledì 14 dicembre 2016 ore 15:00

Ecco come accogliere i migratori

Si è tenuta a Forte Inglese una giornata organizzata dal Pnat dedicata alla realizzazione dei nidi artificiali per diverse specie di uccelli



PORTOFERRAIO — Molto interesse e molti partecipanti (oltre 40) all’appuntamento che si è diviso in due momenti. Il primo con la conferenza di Francesco Mezzatesta, esperto ornitologo e il secondo pratico finalizzato a mostrare le tecniche di costruzione per la realizzazione dei nidi.

Francesco Mezzatesta, uno dei fondatori della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) ha illustrato le cause della diminuzione della popolazione di rondini, rondoni e balestrucci. Una delle principali è che dopo il lungo viaggio dal continente africano alle nostre isole, una volta arrivati non trovano più la loro casa, o meglio l’habitat che consentiva loro di poterla realizzare.

Le modifiche architettoniche degli ultimi anni e la consuetudine di otturare le cavità dei tetti e delle facciate di vecchie costruzioni impedisce a questi animali di ritrovare il proprio nido. La diminuzione della popolazione di queste specie, oltre alla diminuzione della biodiversità, rappresenta anche un grave problema per la proliferazione degli insetti nocivi, come le zanzare. 

Un tempo i nidi delle rondini costruiti nelle case e nelle stalle erano un simbolo della convivenza e dell'equilibrio tra uomo e natura. Oggi quest'equilibrio si è rotto. Negli ultimi 20 anni in Europa le rondini sono diminuite di circa il 40 %, e in alcuni paesi perfino del 60%.

Rondini e rondoni, si cibano esclusivamente in volo di insetti alati appartenenti a diversi ordini. Le prede più comunemente consumate sono mosche e zanzare. E' stato valutato che una città di medie dimensioni (100-150.000 abitanti) può ospitare circa 10.000 tra rondini, balestrucci e rondoni che nei 4-5 mesi di presenza arrivano a mangiare 63 tonnellate di mosche e zanzare. 

Si calcola che ogni anno in Italia vengano predate dalle 12 alle 31 mila tonnellate di mosche e zanzare in modo assolutamente ecologico. Solo gli adulti, per il proprio sostentamento, catturano dalle 15 alle 60 tonnellate di insetti al giorno.

Ogni animale ha la sua tipologia di nido; rondine, rondone, balestruccio ma anche i gheppi e i barbagianni hanno esigenze, tipologia e misure diverse.

Per questo dopo l’esaustiva illustrazione del problema da parte di Francesco Mezzatesta con indicazioni su cosa si può fare concretamente per la biodiversità, l’artigiano-falegname Pino Fabbri e la ceramista Laura Valleri hanno mostrato come costruire un nido, in legno o in terracotta, coinvolgendo i partecipanti direttamente nella realizzazione.

Tramite Infopark, avere le indicazioni per costruirsi il proprio nido (anche attraverso la fornitura delle dime per il legno), oppure avere la fornitura del prodotto finito e le indicazioni tecniche su come e dove posizionarlo.

Prossimamente sono previsti altri appuntamenti divulgativi e pratici dedicati sempre alla realizzazione dei nidi artificiali, in legno o in ceramica



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