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Cronaca mercoledì 30 settembre 2020 ore 17:45

Falsa identità, un uomo agli arresti domiciliari

poliziotto al computer
Foto di repertorio

L'uomo di 35 anni era in possesso di un falso documento di identità rumeno con il quale aveva cercato di ottenere la residenza in un Comune elbano



PORTOFERRAIO — Nella tarda mattinata di ieri 29 settembre, in seguito ad una indagine, gli agenti della Polizia di Stato di Portoferraio ha tratto in arresto un cittadino ucraino di 35 anni per il reato di uso di documento di identificazione falso. Secondo la ricostruzione del Commissariato elbano, l'uomo, cittadino di una nazione non facente parte dello spazio Schengen, mediante l’uso di una carta d’identità falsa e apparentemente rilasciata in Romania, sulla quale erano riportati i suoi dati anagrafici parzialmente modificati, si era recato presso un Comune della zona avviando la pratica per ottenere la residenza con contestuale emissione di carta d’identità italiana regolare

Quest’ultimo documento gli avrebbe infatti permesso di poter dimostrare la sua regolarità sul territorio nazionale poiché apparentemente cittadino comunitario, mentre come soggetto di cittadinanza ucraina la sua posizione non gli avrebbe consentito di soggiornare in Italia senza permesso di soggiorno.

Ma quando l'uomo è arrivato all’Ufficio Anagrafe è stato bloccato ed identificato dagli uomini della Polizia di Stato. Dagli immediati accertamenti  inoltre sarebbe risultato che l’uomo era anche riuscito a farsi rilasciare un codice fiscale inducendo in errore il pubblico ufficiale davanti al quale si era presentato con il documento comunitario contraffatto. Questo, secondo quanto riferito dal Commissariato, gli sarebbe servito per ottenere un contratto di lavoro dipendente che altrimenti non avrebbe potuto perfezionare attestando le sue reali generalità.

Il datore di lavoro presso cui aveva effettivamente lavorato era stato infatti tratto in inganno dalla carta d’identità rumena falsa. L’accertamento sulla falsità del documento rumeno è stata ottenuta, in pochissimo tempo, a mezzo di accertamenti fatti dal personale del Commissariato. Inizialmente infatti è stata consultata una banca dati internazionale da cui è emersa la difformità dei codici di controllo, successivamente i dati sono stati inviati ad un centro del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia per ottenere un riscontro diretto con le autorità rumene. 

Dopo poco, come spiegano dal Commissariato, anche le autorità rumene hanno confermato che i dati dichiarati dall'uomo non corrispondevano ad alcun cittadino rumeno e inoltre, il numero del documento corrispondeva a quello associato ad una carta di identità rilasciata ad altra persona.

Una volta che è stato accertato il reato, gli agenti hanno proceduto presso l’alloggio indicato dall’uomo come propria dimora, al rinvenimento e sequestro di un passaporto rilasciato dalle autorità ucraine, da cui emergeva la sua esatta nazionalità e le generalità.

Al termine di tutte le verifiche gli agenti hanno arrestato l'uomo in base al reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. L'uomo è stato denunciato in stato di libertà per aver fornito false attestazioni, per aver ingannato un  pubblico ufficiale adibito al rilascio del codice fiscale e per essersi trattenuto illegalmente sul territorio nazionale. Il pubblico ministero di turno ha infine disposto il regime degli arresti domiciliari in attesa del processo.



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