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mercoledì 21 agosto 2019

Cronaca sabato 16 marzo 2019 ore 12:55

Operazione di pulizia nei fondali di Mola

Sommozzatore della Guardia costiera di Genova durante le operazioni

Vasta operazione della Guardia costiera. Sono state rimosse 11 tonnellate di "corpi morti" per ormeggi abusivi ed è stata sequestrata un'imbarcazione



PORTO AZZURRO — Si è conclusa una complessa operazione di Polizia marittima a tutela dei fondali marini e dell'ambiente costiero in località Mola, tra i territori dei Comuni di Porto Azzurro e Capoliveri.

I militari del nucleo di Polizia ambientale della Capitaneria di porto di Portoferraio, insieme al V Nucleo di sommozzatori della Guardia costiera di Genova e al personale dell'Ufficio locale marittimo di Porto Azzurro hanno operato per quattro giorni in un vasto specchio acqueo di circa 242.000 metri quadri per un perimentro di 1,47 miglia nautiche (oltre 2,4 chilometri) e un'area di litorale di circa 2000 metri quadri. Le attività si sono svolte dall'11 al 14 Marzo.

La fase di perlustrazione si è svolta con l'ausilio di un mezzo nautico della Guardia costiera, attraverso numerose immersioni subacquee compiute dagli specialisti della Guardia costiera di Genova.

Le immersioni hanno consentito di individuare sul fondale e quindi riportare in superficie, attraverso appositi palloni di sollevamento, numerosi corpi morti di notevoli dimensioni, tutti in calcestruzzo, su cui erano infissi ganci metallici che avrebbero consentito a numerose unità da diporto di ancorarsi in assenza di autorizzazioni.

Tali corpi morti rappresentano infatti un pericolo per la navigazione, in quanto spesso non segnalati in superficie e arrecano inoltre una grave alterazione al fondale marino.

Tutti i corpi morti recuperati, per un peso di tale di circa 10 tonnellate, sono stati posti sotto sequestro dai militari, mentre quelli intrappolati sul fondale a causa dell'insabbiamento sono statti inertizzati ovvero resi inservibili dagli operatori subacquei della Guardia costiera.

Durante l'operazione è stato inoltre individuato un proprietario di un natante da diporto ormeggiato nell'area controllata e la sua imbarcazione è stata sequestrata.

L'area a terra, ispezionata dai militari della Guardia costiera, ha inoltre consentito di individuare altri 110 corpi morti e punti di ormeggio sul litorale, realizzati con paletti metallici fino a 1,5 metri di lunghezza infissi nel terreno. In questo caso il peso del materiale rinvenuto è di circa una tonnellata.

Tutto il materiale recuperato con il fattivo ausilio di personale e mezzi meccanici del Comune di Porto Azzurro e del cantiere navale “Golfo di Mola”, che ha inoltre messo a disposizione aree per il deposito di quanto recuperato.

Tutti i presunti abusi accertati, che sono stati doverosamente segnalati all'Autorità giudiziaria di Livorno, sono stati effettuati su bene paesaggistico ricadente in area di interesse del Parco nazionale Arcipelago toscano, quindi in zona di protezione speciale e di interesse comunitario, rientrante nella Direttiva 92/43 Cee Habitat.

L'operazione costituisce un importante risultato conseguito dal personale della Guardia costiera nell'ambito delle attività di controllo e prevenzione a tutela dell'ambiente marino e delle coste, oltre che di vigilanza del Demanio marittimo.

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