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Cronaca giovedì 22 giugno 2023 ore 19:05

Appiccano il fuoco in cella e feriscono agente

La nuova denuncia del sindacato Sappe che chiede più personale e investimenti per la sicurezza del lavoro nelle carceri



PORTO AZZURRO — Torna ancora una volta al centro delle cronache la situazione penitenziaria toscana, dove sembra non passare settimana in cui non si registrino da un lato gli episodi violenti ed eventi critici e dall’altro le richieste di urgenti provvedimenti da parte dei rappresentati sindacali Sappe dei poliziotti penitenziari.

L’ultimo grave evento è accaduto, come riporta il segretario regionale per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Francesco Oliviero, nella Casa di reclusione di Porto Azzurro.

“Ancora violenza in un carcere della Toscana per la folle intemperanza di due detenuti. - dichiara Oliviero - Ad essere coinvolto è stato il personale di Polizia Penitenziaria della Casa Reclusione di Porto Azzurro. Nella mattinata di ieri, verso le ore 12, due detenuti stranieri ristrettì nella stessa cella pretendevano di essere trasferiti e tornare nell’istituto di provenienza. Subito dopo, iniziavano con le intemperanze distruggendo e incendiando quanto presente in cella". 

"L’intervento immediato degli agenti di Polizia Penitenziaria di servizio ha fortunatamente fatto si che entrambi venissero salvati dal fuoco, ma a farne le spese - come al solito - è stato il poliziotto addetto alla Sezione che nell’intervento è rimasto intossicato dal fumo provocato dall’incendio. L'Agente è stato trasportato al locale nosocomio', aggiunge Oliviero.

Impietosa la denuncia di Oliviero: “La Polizia Penitenziaria in Toscana continua a subire violenza quotidiana tra la totale indifferenza degli organi superiori e delle istituzioni. Il SAPPE torna a chiedere l'intervento delle istituzioni ministeriali e dipartimentali al fine di porre in essere ogni possibile iniziativa di propria competenza, a tutela dell’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria operante ed auspica che possa esserci finalmente un chiaro e decisivo intervento, affinché si eviti qualche ennesimo dramma per la Polizia Penitenziaria. Siamo al collasso del sistema penitenziario e questi eventi stanno facendo statistica. Il carcere di Porto Azzurro, ormai da tempo, deve gestire con le esigue unità a disposizione detenuti problematici e poco inclini a qualsiasi piano trattamentale e, a parere del SAPPE, sono incompatibili con la struttura penitenziaria elbana. Le carceri della Toscana stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà nella gestione di tali detenuti. Sono continue le aggressioni al Personale che si verificano senza che vi sia un intervento da parte degli organi superiori. Oramai il personale in servizio nel distretto Toscana/Umbria è allo stremo in quanto la situazione è diventata insostenibile.”


Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “il nostro primo pensiero va al poliziotto aggredito, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Ma è sotto gli occhi di tutti, Autorità politiche e ministeriali in primis, come servano interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. I detenuti, alcuni, quelli più aggressivi e violenti, evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono…"

"La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche, ma serve anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose”, conclude Capece.


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