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Politica giovedì 12 settembre 2013 ore 13:30

PiùElba sul Tribunale "Elba alla deriva. Lo stato garantisca autonomia dell'isola"



ISOLA D'ELBA - «Con la chiusura del tribunale di Portoferraio gli elbani saranno costretti a pagare una “tassa di spostamento” di 30 euro su ogni causa, il risparmio derivante dalla manovra sarà ammortizzato ancora una volta dalle tasche dei cittadini». È quanto dichiara il responsabile di Più Elba, declinazione locale di Più Toscana, Mario Agarini che commenta l’ipotesi chiusura per la sede distaccata del tribunale di Portoferraio. «La Regione – sottolinea Agarini – deve adoperarsi affinché il Ministero riconosca l’insularità dell’Elba, un’isola che negli ultimi 10 anni è stata al centro di un processo lento, ma inesorabile di depauperamento dei servizi che hanno privato i cittadini dei loro diritti primari. Ma la questione tribunale apre un discorso più ampio: se lo Stato non è in grado di garantire i servizi primari al cittadino come giustizia e sanità allora è giusto riconoscere autonomia all’Elba. Una comunità che sconta livelli di servizio penalizzanti a causa della sua base demografica variabile a seconda delle stagioni e che nel periodo invernale resta totalmente isolata dal resto del continente. Un sollevamento che potrebbe partire proprio dagli introiti della stagione turistica, trasformando l’isola in una zona franca a livello fiscale».Una proposta già portata sui banchi del consiglio regionale dai consiglieri di Più Toscana Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri. «L’isola – spiegano Gambetta Vianna e Lazzeri – godrebbe dei requisiti di zona a declino turistico, insulare e di estensione minima previsti dal regolamento CEE 2913 del 1992 che istituisce un codice doganale comunitario che recita “gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale della Comunità a zona franca”».«Gli effetti del regime fiscale eccezionale – spiega Agarini – saranno di natura indiretta e quello che uscirebbe dalle casse dello Stato in termini di introiti fiscali potrebbe rientrare sotto forma di aumento del volume di affari derivante dall’attrazione turistica. Parte degli introiti potrebbero essere vincolati nella gestione dei servizi per la cittadinanza. Se Stato e Regione non hanno la volontà politica e i fondi per governare l’Elba e provvedere ai servizi dei suoi abitanti allora dovranno iniziare ad aprire la strada all’auto amministrazione degli elbani. Se lo Stato ha ammainato bandiera su questi territori per palese incapacità, più che per logiche di risparmio, nel supportare i servizi, non guardi solo e unicamente al gettito fiscale che proviene da questa parte d’Italia, ma riconosca una dignità dovuta alla gente delle isole».


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