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Attualità giovedì 06 aprile 2017 ore 15:25

Legambiente contro la strada a La Cala

Legambiente segnala alcuni errori nell’avvio del procedimento​ per il piano operativo del Comune, in particolare sulla nuova strada della Cala



MARCIANA MARINA — Legambiente Arcipelago Toscano ha presentato il suo contributo all’avvio del procedimento di redazione del Piano Operativo del comune di Marciana Marina. 

Nelle osservazioni, firmate dalla presidente del circolo del Cigno Verde Maria Frangioni e condivise dal capogruppo consiliare della lista civica Insieme, Paolo Di Pirro, che le ha firmate, si fa notare che: "Nel documento programmatico per l’avvio del procedimento non si cita il piano del Parco (che però viene frammentariamente richiamato in seguito) e al quale gli strumenti urbanistici dovrebbero adeguarsi e non interpretarlo".

Inoltre, Legambiente fa rilevare che il Piano Operativo cita il SIR – SIC Monte Capanne e promontorio dell’Elfola, e fa presente che: "I SIR (Siti di Interesse Regionale) non sono più previsti nella nuova normativa regionale sulle Aree protette". Nonostante questo doppio errore è lo stesso Piano Operativo a ricordare che: "Il sito è molto rappresentativo della ricca flora elbana e della fauna". 

"Infatti - evidenziano Frangioni e Di Pirro - nel 2015 un gruppo di ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e del Royal Botanic Gardens di Kew ha scoperto alla Cala una delle pochissime popolazioni della rarissima felce tirrenica che sopravvive in poche isole del mediterraneo e inclusa nella Lista Rossa della Toscana perché in pericolo di estinzione".

Ma Legambiente fa anche presente che "Il Piano Operativo del Comune di Marciana Marina ignora totalmente, salvo in una tavola che ne riporta il simbolo, Rete Natura 2000 e l’Important Bird Area (IBA) che vede presenze ornitiche rarissime come il Gabbiano Corso, il Marangone dal Ciuffo, il Falco pellegrino e la Sula bassana".

Per quanto riguarda gli obiettivi generali individuati per la redazione del nuovo Piano Operativo, nel contributo di Legambiente e capogruppo di minoranza si evidenzia che: "La minimizzazione del consumo di suolo, pur dichiarata come intento, non sembra trovare reale riscontro nelle previsioni del Piano che puntano a una saturazione del costruito e a nuovi interventi e ampliamenti nella fascia costiera e nel territorio del Parco Nazionale.

La promozione dello sviluppo sostenibile e la tutela degli ambiti e gli elementi di particolare valenza ambientale, cozza con la dichiarata intenzione di interventi in Zona B del Parco Nazionale, come nel caso della strada per la Cala. Inoltre, visto anche che il Comune di Marciana Marina è già attualmente quello con la più alta densità urbanistica e tra quelli con il più alto numero di seconde case per abitante della Toscana, si sottolinea che vanno meglio valutati e chiariti gli obiettivi per le località il Bagno, La Cala e Sprizze, i Pini, Uccellaia e Località Zuffale.

Legambiente fa presente di aver più volte chiesto il rispetto assoluto della fascia di rispetto dei 300 metri dalla costa, così come fa la nuova normativa urbanistica e paesaggistica regionale: "Mentre il documento sembra prospettare diffuse deroghe che però diventerebbero di fatto norma generale nel comune più piccolo della Toscana".

A preoccupare particolarmente gli ambientalisti è che, per quanto riguarda la Cala, nel documento si legga: "Si trova l’insediamento della Cala, per il quale sarà necessario provvedere alla realizzazione di un breve raccordo carrabile, attualmente inesistente, di modesto sviluppo, tra la fine della strada comunale della Caletta e la località La Cala, dove vi è la presenza di unità immobiliari turistiche e residenziali".

Legambiente ricorda che: "La stessa previsione, oggetto in passato di interrogazioni Parlamentari alla Camera e al Senato è stata più volte respinta, proprio in ottemperanza ai valori paesaggistici e ambientali da Regione Toscana e dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e infine, nel marzo 2012, in seguito a un ricorso del Comune di Marciana Marina, anche dal Consiglio di ministri con un provvedimento a firma dell’allora presidente del Consiglio Mario Monti".

Frangioni e Di Pirro chiedono quindi di accogliere le osservazioni: "Adeguando il Documento alla nuova normativa regionale ed europea e cancellando la previsione della strada costiera della Cala che appare solo un’inutile forzatura che può servire solo ad riaprire un contenzioso con enti e strumenti di gestione territoriale sovraordinati".  


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