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Cultura Giovedì 04 Giugno 2026 ore 13:42
Premio Strega all'Elba, i sei finalisti

Il vincitore del Premio Strega sarà a Marciana Marina la sera del 5 Agosto
MARCIANA MARINA — L'ottantesima edizione del Premio Strega 2026 ha ufficialmente annunciato la sua sestina di libri finalisti il 3 giugno 2026 dal Teatro Romano di Benevento.
Per celebrare questo storico anniversario dalla fondazione, la proclamazione del libro vincitore avverrà l'8 luglio 2026 nella nuova cornice di Piazza del Campidoglio a Roma, abbandonando eccezionalmente il tradizionale Ninfeo di Valle Giulia. Un evento di caratura internazionale che vedrà, come da tradizione, la sua principale ‘vetrina’ all’Elba il prossimo 5 Agosto a Marciana Marina, come si legge in una nota diffusa da Jacopo Bononi, presidente del comitato promotore.
Il ritorno del premio Strega all’Elba avvenne nel 2018, dopo che la manifestazione fu organizzata già da prima da Anna Maria Rimoaldi all’Elba durante il suo soggiono estivo nella sua casa di Poggio, grazie a Stefano Petrocchi direttore della Fondazione Bellonci: esso rappresenta uno degli momenti ‘clou’ dell’estate culturale elbana. L’interesse per la Cultura mostrato dalla Amministrazione marinese, guidata dal Sindaco Gabriella Allori e grazie alla sensibilità della Giunta, specialmente in tema di attività culturali seguite dall’Assessore Santina Berti, insieme con il direttivo della Proloco e il suo presidente Gianlorenzo Anselmi, consente già da ora di anticipare alcuni importanti aspetti, come appunto i sei finalisti. Il premio Strega è tornato a Marciana Marina recentemente, ma prima arrivò alla Marina grazie al compianto Dott. Giovanni Martini già sindaco e poi come già ricordato grazie all’interessamento di Franco Semeraro, allora titolare della libreria.
I sei libri finalisti del Premio Strega 2026 sono stati annunciati ufficialmente alla prima votazione: la consueta cinquina è diventata una ‘sestina’ per garantire, come da regolamento, la presenza di un editore medio-piccolo (in questo caso ‘L'orma editore’). La votazione finale che decreterà il vincitore si terrà a Luglio in piazza del Campidoglio a Roma. I libri finalisti, ordinati secondo i voti ricevuti, sono: ‘I convitati di pietra’ di Michele Mari (Einaudi) con voti 280. Il romanzo è strutturato come una singolare e spietata cronaca corale. Durante l'ultima cena di classe del liceo, gli studenti della IIIA stringono un patto: rivedersi ogni anno per sempre. All'accordo iniziale si aggiunge presto un macabro montepremi in denaro destinato all'ultimo della classe che rimarrà in vita. La storia si trasforma così in una commedia noir e distopica che si estende fino al 2050, in cui amicizie di comodo, risentimenti storici, sotterfugi e il terrore della vecchiaia si mescolano in un gioco spietato contro il tempo. L’autore ha già vinto il Premio Strega Giovani. Poi ‘Platone.
'Una storia d'amore’ di Matteo Nucci (Feltrinelli) con voti 242. Ambientato nell'Atene del 415 a.C., in un clima di guerra imminente e crisi politica, il romanzo segue la crescita intellettuale e umana di Aristocle, il ragazzo dalle ampie spalle che il mondo conoscerà come Platone. Segnato dalla morte del padre e guidato da una madre onnipresente, il giovane filosofo affronta la durezza della realtà storica. Nucci rilegge la figura del grande pensatore concentrandosi sull'antico concetto di Eros, inteso come una forza travolgente e carnale capace di ridestare l'essere umano dal torpore e spingerlo verso la ricerca della giustizia e della verità.
Quindi proseguiamo con ‘La sonnambula’ di Bianca Pitzorno (Bompiani) con voti 195. Nella Sardegna di fine Ottocento, la giovane Ofelia è dotata di un "dono" misterioso: sviene ed è pervasa da visioni oniriche. I genitori tentano di proteggerla combinando un matrimonio che si rivelerà invece una trappola opprimente, costringendola alla fuga per ricostruirsi una vita da sola. Ofelia decide di mettere a frutto il suo talento spacciandosi per sonnambula veggente: fa parlare e ascolta le signore altolocate scrivendo per loro dei responsi. Le cose si complicano quando eventi reali sfuggono al suo controllo e il passato torna a bussare. Un'opera gotica e picaresca sul potere della narrazione e della libertà femminile.
Si aggiunge ‘Donnaregina’ di Teresa Ciabatti (Mondadori) con voti 184. Una scrittrice e giornalista, abituata a occuparsi di argomenti leggeri e spettacolo, riceve l'insolito incarico di intervistare un superboss della camorra: Giuseppe Misso, detto 'o Nasone. L'incontro tra questi due mondi distanti scatena un inatteso cortocircuito umano. Attraverso i racconti di violenza, potere e memorie intime del boss (comprese le complessità legate a un figlio omosessuale), la protagonista finisce per riflettere sul proprio senso di inadeguatezza e sul complicato rapporto con la sua stessa figlia. Il romanzo esplora così le ambiguità della maternità, della genitorialità e dei legami di sangue.
Quindi abbiamo ‘Lo sbilico’ di Alcide Pierantozzi (Einaudi)con voti 170. Un potente e urticante romanzo-diario che affronta senza filtri il tema della salute mentale, della psicosi e dell'alienazione. Lo ‘sbilico’ rappresenta quel preciso e fragile punto di rottura in cui la mente si smaglia e la realtà perde la sua stabilità. Attraverso una narrazione in presa diretta, densa di allucinazioni, dipendenza da farmaci, solitudine e tentativi di suicidio, Pierantozzi registra il malessere e la medicalizzazione del presente, rivendicando per chi soffre il dovere di ‘inceppare il mondo’ per metterne in discussione le finte certezze.
Infine ‘Vedove di Camus’ di Elena Rui (L'orma editore) con voti 163. Il romanzo prende le mosse dal drammatico 4 gennaio 1960, giorno in cui l'intellettuale francese Albert Camus perde la vita in un incidente stradale a bordo di una Facel Vega in Borgogna. La tragedia lascia improvvisamente orfane le quattro donne che lo hanno amato profondamente: la moglie Francine Faure, l'attrice Catherine Sellers, la pittrice Mette Ivers e la celebre stella del teatro Maria Casarès. Rui costruisce una biografia plurale e intima in cui queste quattro figure si confrontano con il lutto e la libertà, componendo un ritratto sfaccettato e complesso sull'amore e sulle sue contraddizioni morali.
Il vincitore sarà ospite con un aperitivo all’Arthotel Gabbiano Azzurro Due dalle 19 e poi sarà protagonista della serata in piazza il 5 Agosto prossimo. L’Hotel Gabbiano Azzurro, da sempre sensibile ad ogni evento culturale sin dal suo nome derivante dal celebre ‘Il gabbiano azzurro’ (Einaudi, 1967) dello scrittore più illustre che ha ospitato Marciana Marina e mai abbastanza celebrato ovvero Raffaello Brignetti, è il promotore principale e si avvale della preziosa collaborazione della ‘Libreria Libri in piazza’.
"Restiamo in attesa di scoprire il vincitore, di cui ci occuperemo e ringraziamo ancora Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, per la sua gentile partecipazione e promozione ma soprattutto per la sua amicizia", conclude Bononi.
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