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Attualità venerdì 21 novembre 2014 ore 08:30

Il piano del Comune per l'ospedale

In commissione Sanità il delegato Rossi ha anticipato il progetto del Comune per migliorare la sanità elbana. Il documento verrà presentato ai sindaci



PORTOFERRAIO — Si parte da quello che è ormai noto come il Documento Montecristo. L'ipotesi di riorganizzazione dell'ospedale già enunciata nei mesi scorsi si è però arricchita e amplificata e così quello presentato ieri in commissione sanità è il documento operativo che verrà consegnato agli altri sindaci dell'Elba per eventuali modifiche.

Un documento più dettagliato e preciso che trova al suo interno le indicazioni dei comitati cittadini e delle organizzazioni sindacali provinciali che nei giorni hanno incontrato il sindaco Ferrari e la sua amministrazione.

A darne lettura è Luciano Rossi che ne è anche l'estensore: è lui che ne ribadisce l'importanza e ne elenca i punti fondamentali. Resta alla base l'idea di una rete con Piombino e Cecina in modo tale da formare un grande ospedale vasto, ma le aggiunte sono significative. 

Si parte dal rifiuto netto dell'impostazione (e della classificazione) ricevuti dalla Regione e vengono quantificati i danni economici derivanti dalla bassa operatività di Portoferraio: 5 milioni di euro è il valore economico sottratto all'ospedale per i servizi non concessi e altri 3 milioni sono i soldi che gli elbani hanno speso per effettuare interventi e degenze fuori isola.

Fra le molte migliorie che il documento comunale prevede c'è il mantenimento dell'anestesista H24, così come un chirurgo generico di equipe integrata e il potenziamento dei posti letto di osservazione intensiva.

Di nuovo ancora c'è la volontà di creare un fondo per incentivare la mobilità dei medici verso l'Elba: cioè soldi e soluzioni abitative disponibili per fare in modo che il personale si trasferisca e resti sull'isola. 

Il criterio principale enunciato da Rossi è la fattibilità: "Questo piano è stato studiato per essere sostenibile dall'azienda ospedaliera. Il costo stimato è di circa 2 milioni di euro, cifra che però sarebbe recuperata attraverso le prestazioni quindi per l'azienda è virtualmente a costo zero"

"L'insularità, continua Rossi, è una condizione speciale che ci deve garantire quei livelli assistenziali che non sono certo quelli dell'ospedale di prossimità".

Il documento verrà presentato alla prossima conferenza dei sindaci e se approvato da tutti i comuni sarà la carta che Portoferraio si giocherà in alternativa al piano regionale di riforma della sanità. Una partita politica tutta da decifrare ma che da oggi ha il punto di partenza messo nero su bianco.

Luca Lunedì
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