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Attualità lunedì 29 luglio 2013 ore 10:30

Il Parco, le boe di Pianosa, la tutela ambientale. Dopo un anno di mandato Giampero Sammuri racconta dove sta andando l'Arcipelago



ISOLA D'ELBA - Ha festeggiato nei giorni scorsi un anno di mandato all'Isola d'Elba e nell'Arcipelago Toscano il presidente dell'Ente Parco Giampiero Sammuri. In occasione di questa importante ricorrenza e a pochi giorni dall'inaugurazione del campo boe di Pianosa, che apre alle immersioni subacquee e alla conoscenza dell'ambiente marino sottoposto a tutela, abbiamo intervistato il vertice del Parco su questa importante novità che sta interessando il mondo ambientale, ma anche quello turistico, per saperne di più.

Il 17 luglio è stato il giorno del via al progetto sperimentale “Boe di Pianosa”, lei ha dichiarato che l’iter è stato lunghissimo. Perché tante difficoltà per realizzare questo nuovo progetto?
L’iter non l’ho avviato io ed ho trovato le procedure quasi completate, probabilmente le vicende politico istituzionali di questo Parco non hanno reso facile il percorso. Quando ho assunto l’incarico di presidente del Parco ho messo nelle mie prime priorità la fruizione subacquea di Pianosa perché ne ho visto una opportunità di rilancio del territorio nell’ottica dello sviluppo sostenibile.
La tutela ambientale al primo posto, ma crede che attraverso questo progetto potrà esserci un rilancio vero dell’isola di Pianosa?
La fruizione del mare incontaminato e la recente apertura della Casa del Parco con una mostra archeologica di grande interesse, sono stati due investimenti volti proprio al rilancio dell’Isola e al suo presidio per invogliare i visitatori a conoscerne la ricchezza e la bellezza e gli operatori a vederne l’opportunità più che il vincolo di tutela
Quali sono i soggetti autorizzati all’attracco e chi puo’ immergersi nei punti individuato dal piano boe?
Tutti i diving che rispettino le regole e i requisiti richiesti dal Parco: la professionalità, le imbarcazioni a noma di legge, l’uso di guide ambientali subacquee. Il Diving deve chiedere al parco un accredito, se possiede i requisiti richiesti sarà autorizzato dopo aver pagato un abbonamento annuale.
Come fa un normale cittadino amante del diving a recarsi a Pianosa e fare l’immersione?
Il cittadino che vuole fare una immersione a Pianosa deve andare sul sito del Parco dove sono elencati i diving autorizzati e contattarne uno, sarà il diving a organizzare tutto. Il mare di Pianosa è ricchissimo di pesce grazie alla tutela che negli ultimi anni il Parco e prima le interdizioni legate al carcere hanno garantito e le immersioni sono spettacolari. Bisogna rispettare questo ambiente incontaminato anche durante le immersioni. Per questo non sono ammesse a subacquei principianti nè immersioni per corsi di formazione. Un sub con un comportamento insicuro e inesperto potrebbe danneggiare i fondali.
I fortunati sub che si sono potuti immergere il 17 luglio nella acque dell’isola hanno parlato di meraviglie incredibili. Ma cosa c’è davvero là sotto?
Le immagini che hanno girato i diving durante l’inaugurazione, sono entusiasmanti, fanno vedere branchi di pesce di una concentrazione difficile da ammirare nel nostro mare. Aquile di mare, barracuda, salpe, cernie, gorgonie, ecc colori spettacolari e grandi praterie di posidonia , tutte specie che danno il segnale di un mare sano.
A filmare i fondali c’era anche la tv, avrà questo un ritorno mediatico importante. Siamo certi che Pianosa continuerà ad essere davvero tutelata?
Il compito del Parco è di promuovere una fruizione sperimentale e contingentata nel rispetto delle regole. E’ stato dato un incarico di monitoraggio ambientale prima che fossero posizionate le ancore per le boe di ormeggio dei diving, il monitoraggio proseguirà durante e dopo la fruizione per tenere sotto controllo lo stato dell’ambiente marino di Pianosa. Per mantenere inalterata la biodiversità di una area così delicata bisogna fare molta attenzione. Se le regole non verranno rispettate e se il mare dimostrerà di averne risentito, dovremo fare un passo indietro e chiudere la fruizione.
Cosa accadrà in futuro dell’isola, quali sono i progetti i corso da parte del parco e cosa si auspica come presidente dell’Ente e come appassionato ed esperto di natura e ambiente?
Pianosa è nelle priorità del Parco, l’impegno nel prossimo futuro è di rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine e le istituzioni competenti sull’Isola, insieme al Parco, per migliorare i meccanismi di controllo e i servizi di accoglienza e per ridurre per quando possibile il degrado. Il Parco è in stretta collaborazione con il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato (CTA-CFS), che dall’anno scorso ha arricchito il servizio di controllo con una Squadra Nautica (SNEM Squadra Nautica per Ecosistema Marino e costiero). E’ stata rinnovata anche la Convenzione con la Direzione Marittima di Livorno per rafforzare la sorveglianza su tutte le isole del Parco. E recentemente abbiamo firmato un accordo insieme a Comune di Campo nell’Elba e Dipartimento regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la valorizzazione ambientale dell’Isola. E’ un inizio ma ci sono già risultati.
Il caso del Giglio, poi il peschereccio che si è incagliato nei giorni scorsi a Capraia e molti altri casi analoghi confermano che il rischio per l’ambiente marino per l’Arcipelago Toscano è sempre in agguato. Cosa si può fare a questo proposito per tutelare il nostro mare e al contempo mantenere un rapporto sano fra uomo e ambiente?
Il mare dell’Arcipelago Toscano è anche Santuario dei Cetacei, se da una parte ha un grande valore per la ricchezza di biodiversità, dall’altra è attraversato da tantissime rotte commerciali che lo espongono a rischi quotidiani. Ne so qualcosa e in particolare il Caso della Costa Concordia mi ha toccato direttamente prima ancora che come presidente di Parco come Dirigente della Provincia di Grosseto. L’unico modo per evitare danni all’ambiente e alla salute delle persone è quello di applicare e far rispettare le leggi vigenti e rafforzare i controlli anche con il supporto della tecnologia che offre strumenti efficaci per contrastare gli illeciti. Una buona sinergia tra istituzioni e forze dell’ordine e un investimento in tecnologie all’avanguardia, possono scongiurare disastri.
E’ quello che sto cercando di fare anche con un progetto di videosorveglianza in tutto l’Arcipelago Toscano.


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