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Attualità giovedì 13 giugno 2013 ore 14:05

I sindaci compatti per il Tribunale scrivono al Ministero



PORTOFERRAIO - Ieri la conferenza dei sindaci dell'isola d'Elba che rijniti ad una unico tavolo hanno deliberato la necessità di scrivere nuovamente alle istituzioni direttamente coinvolte, in primis il governo e il ministro della Giustizia per chiedere per un'ultima volta che il Tribunale di Portoferraio resti al suo posto. "L’applicazione incondizionata di provvedimenti di revisione a situazioni insulari, quali quella dell’Isola d’Elba, comporterebbe l’oggettiva difficoltà e negazione del diritto di accesso alla giustizia per le popolazioni coinvolte. - scrivono i sindaci nella missiva a firma del presidente della conferenza Roberto Peria - Tale problematicità ha trovato pieno riscontro nei pareri delle Commissioni Giustizia deliberato del Senato e della Camera della precedente legislatura, ove si sottolineava la necessità del mantenimento delle Sezioni Distaccate nei territori insulari. L’insularità, quale elemento oggettivo e di incontestabile svantaggio delle popolazioni residenti, è stata peraltro riconosciuta dal precedente Ministro Severino, con il mantenimento nelle sette isole minori degli Uffici dei Giudici di Pace esistenti. La particolarità del territorio insulare è stata sottolineata anche da Lei, Sig. Ministro, nell’appunto trasmesso alla Commissione Giustizia del Senato, di cui si dà atto nella seduta del 04/06/2013, e richiamato anche nella Sua audizione alla Camera dei Deputati del giorno successivo. E’ stato infatti positivamente dichiarato in questa ultima sede: “Non saranno soppressi invece gli uffici del Giudice di Pace non circondariali di Portoferraio, Pantelleria, La Maddalena, Ischia, Capri, Procida e Lipari, ciò in considerazione della difficoltà di accesso al sistema giustizia in situazioni particolari come quelle insulari dove peraltro d’estate la popolazione cresce fino a 10 volte.” Tale esplicito riconoscimento, purtroppo, non trova però riscontro nelle successive dichiarazioni rese nel proseguo dell’audizione, laddove, in risposta agli interventi dei parlamentari, pur riconoscendo che la peculiarità insulare è ragione e causa della lesione al diritto alla giustizia per i cittadini delle isole minori, non viene assunto un preciso impegno a prendere in esame la grave problematica delle Sezioni Distaccate di Tribunale, mentre viene riconosciuto il problema delle sedi centrali di Tribunale. Ciò - proseguoe la lettera - crea un enorme problema, poiché, purtroppo, la difficoltà di accesso alla giustizia per gli isolani, si riscontra non solo per i procedimenti civili o penali meno rilevanti, e pertanto di competenza del Giudice di Pace, ma anche e forse persino di più, per i procedimenti di competenza del Tribunale. Riteniamo che il provvedimento di soppressione della Sezione Distaccata del Tribunale, -scrivono i isinndaci - invece di portare ad un risparmio, causerebbe agli Elbani, così come a tutti i cittadini dei territori insulari, un oneroso dispendio, con una sostanziale negazione di un diritto fondamentale e con un grave ed ulteriore depauperamento, sia in termini economici che culturali e sociali, del quadro locale. Non posso pertanto che rivolgere appello a Lei, Sig. Ministro ed a tutte le altre Istituzioni coinvolte, affinché siano accolte le legittime istanze dei territori svantaggiati meritevoli di speciale tutela. In tal senso vi invitiamo ad esaminare e riscontrare sul territorio, eventualmente interpellando in sede istituzionale le Autorità Amministrative Locali, gli effettivi disagi a cui verrebbero sottoposti gli isolani dall’accorpamento. Disagi, che per quanto riguarda l’Isola d’Elba, sono stati già rappresentati in un precedente documento della Conferenza dei Sindaci, che ad ogni buon conto riallego."


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