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Attualità mercoledì 04 febbraio 2015 ore 17:35

"Dalla Regione servono investimenti, non leggi"

Alessandro Gentini, vice presidente dell'Associazione Albergatori elbana, commenta il testo licenziato dalla Giunta regionale sul turismo toscano



CAMPO NELL'ELBA — Non sarà un percorso facile quello del testo di riforma del Testo Unico sul turismo licenziato dalla Giunta regionale. Ancora prima di arrivare in Consiglio, dove probabilmente subirà sostanziali modifiche, la proposta del governo toscano incontra la diffidenza e le critiche delle associazioni di categoria. E' Alessandro Gentini, vice presidente dell'assoalbergatori elbana, che ne elenca le problematiche.

"Sul testo condividiamo la posizione di Federalberghi, ci sono diverse cose che non ci convincono".

Uno dei punti più controversi, e che impatta pesantemente sull'Elba, è la possibilità per i proprietari delle seconde case, di associarsi e offrire i propri servizi in maniera centralizzata.

"Potrebbe essere una cosa buona se ci fosse un organismo di controllo sulla qualità dell'offerta. Non può esistere che vengano dati in affitto scantinati o soffitte: una cattiva immagine si riflette su tutti gli operatori. I privati devono poi contribuire alla promozione del territorio come fanno gli albergatori. Un dato su tutti: gli alberghi ormai all'Elba coprono il 20% delle strutture ricettive. Deve essere garantito uno standard di qualità elevato come è richiesto a noi".

Un aiuto in questo senso può venire dalla Regione?

"La Regione Toscana si dimentica che il turismo è il secondo indice del Pil regionale. Abbiamo bisogno che da Firenze arrivino investimenti, non nuove leggi. Dovremmo prendere ad esempio la Val d'Aosta o il Trentino: lì gli operatori sono stati aiutati e hanno raggiunto livelli di eccellenza. Ci devono dare la possibilità di alzare l'offerta: non posso impiegare anni per avere le autorizzazioni per ampliare le camere o fare un parcheggio, la concorrenza è brutale e dobbiamo poter stare al passo".

Altro punto dolente è l'equiparazione delle agenzie di viaggio on line a quelle fisiche.

"Buona intenzione ma non capisco proprio come possano attuarla. Le agenzie fisiche, solo per aprire, devono versare cauzioni fino a 200mila euro, mentre quelle on line sono libere".

Recente è, a Campo, il ricordo dei numerosi clienti buggerati da annunci fantasma.

"Le agenzie di viaggio dovrebbero venirci incontro e permetterci di offrire pacchetti all inclusive, che poi sono quelli che tutti cercano oggi. Io devo poter fare un'offerta di soggiorno più biglietto della nave, per esempio".

Queste istanze arriveranno in Consiglio?

"Certo, ci faremo sentire dai consiglieri regionali e chiederemo che la voce degli operatori sia ascoltata su un testo così importante" 

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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