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sabato 24 agosto 2019

Attualità martedì 21 giugno 2016 ore 09:57

Quando l'umanità prese il sopravvento

Consegnata agli eredi di Giulio e Isabella Della Lucia l'alta onorificenza di Giusti fra la Nazioni per aver salvato gli ebrei dalla deportazione



CAPOLIVERI — Una sentita partecipazione quella di ieri mattina nella sala delle adunanze del Comune di Capoliveri dove si è tenuta la cerimonia di conferimento della medaglia di GiustI fra le Nazioni alla memoria di Giulio Vittorio Della Lucia e di sua moglie Isabella Puccini Bigi che durante la Shoah si adoperarono, senza trarne alcun vantaggio personale, per salvare la vita di ebrei dalla deportazione. 

Nel palazzo comunale di Capoliveri insieme al sindaco Ruggero Barbetti che ha aperto il cerimoniale, erano presenti le autorità civili e militari dell’Isola d’Elba, gli eredi dei salvatori, i nipoti dei coniugi Della Lucia e gli eredi dei salvati, le famiglie Toaff e Luperini. Il saluto del sindaco Barbetti ha riportato alla memoria gli antichi legami fra le famiglie di Capoliveri che furono protagoniste di quella dolorosa e intensa vicenda fatta di storia e umanità. 

Fra gli interventi quello del Comandante della capitaneria di Porto Emilio Casale in rappresentanza delle autorità militari e di Don Emanuele Cavallo che ha dato lettura del saluto speciale inviato dal Vescovo della Diocesi di Massa Marittima e Piombino Carlo Ciattini. A consegnare la medaglia di Giusti fra le Nazioni è stato il Ministro Consigliere dell’Ambasciata d’Israele a Roma Rafael Erdreich che ha espresso parole di encomio per il nobile gesto compiuto dai coniugi Della Lucia nel salvare uomini e donne ebrei dalla morte certa. 

I fatti risalgono al momento storico che segue l’8 settembre del 1943 come hanno ricordato Aldo Luperini, erede dei salvati, e Claudio Della Lucia, erede dei salvatori. Un fase tragica della storia italiana ed internazionale. "Era il momento - ha commentato il Ministro Consigliere Erdreich - in cui si dava la caccia ai collaborazionisti degli Ebrei". 

Le famiglie Toaff e Luperini erano costrette a lasciare Livorno per cercare rifugio e salvarsi e proprio in quel momento, quando per caso, la famiglia Luperini torna in contatto con l’amica d’infanzia Isabella Puccini Bigi, anche lei di Capoliveri. E proprio quest’ultima si offrì di trovare una soluzione per portarli in salvo dalla furia nazista. Con il marito Giulio Vittorio Della Lucia individuano le Miniere di Val di Castello, a pochi passi da Pietrasanta, il luogo ideale dove poter nascondere le famiglie Toaff e Luperini.

Fra loro ci sono il rabbino di Livorno Alfredo Sabato Toaff e il figlio, Elio Toaff, che diventerà Rabbino Italiano e che in seguito sarà considerato la massima autorità spirituale e morale ebraica in Italia del secondo dopoguerra. 

"Gli Ebrei salvati dai coniugi Della Lucia - ha raccontato ai presenti - sono stati nascosti per oltre un anno prima di poter tornare a vivere alla luce del sole. Chi salva una vita salva il mondo intero: non dobbiamo mai dimenticarlo". Si racconta che molti italiani del posto sapessero che alcuni ebrei erano nascosti nella miniera. Ma tacquero e contribuirono a salvare le loro vite. 

Si può oggi dire che grazie al nobile gesto di Giulio Vittorio Della Lucia e Isabella Puccini Bigi sono quarantotto i discendenti delle famiglie Toaff e Luperini che non sarebbero mai nati se i loro genitori non fossero stati salvati dalla Shoah.



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