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Attualità sabato 22 febbraio 2020 ore 14:50

Dissalatore, "buoni segnali da Bruxelles"

Italo Sapere

Il consigliere comunale Italo Sapere interviene sul progetto del dissalatore e spiega che era necessaria la valutazione di impatto ambientale



CAPOLIVERI — "In Regione qualcuno ragiona…finalmente! Nonostante l’ottusa determinazione di Asa a perseguire il progetto dissalatore, come prova l’ennesimo ricorso al Tar all’ordinanza di dicembre del comune di Capoliveri, che sospendeva il (ri)tentato inizio dei lavori, in Regione qualcosa si muove. Il capogruppo di SI-Toscana Tommaso Fattori, ha presentato una mozione che punta il dito sulle criticità ambientali del dissalatore", si apre così un intervento di Italo Sapere, consigliere comunale di maggioranza del Comune di Capoliveri che cita quasi interamente l'intervento di Sì Toscana (leggi qui).

"Con la speranza che non siano solo promesse preelettorali.- commenta Sapere che aggiunge - Fin qui le notizie da Firenze, ma altre 'buone notizie' giungono anche da Bruxelles, infatti la Commissione europea ha avviato, oggi a Bruxelles, una procedura d'infrazione contro l'Italia per aver recepito in modo carente la normativa Ue sulla Valutazione di Impatto Ambientale ("Via"), obbligatoria per autorizzare i progetti pubblici e privati per i quali si prevedono significative conseguenze sull'ambiente, a causa della loro natura, le loro dimensioni o la loro ubicazione (direttiva Via, 2011/92 /Ue). L'Italia, secondo la Commissione, non ha recepito in modo soddisfacente nel suo ordinamento alcune modifiche alla direttiva Via che, che erano state adottate nell'aprile 2014 (direttiva 2014/52/Ue). La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia, dandole due mesi per rispondere e correggere la sua legislazione. In caso contrario, l'esecutivo Ue potrebbe inviare alle autorità italiane un "parere motivato", ultima tappa prima del ricorso alla Corte europea di Giustizia. Fonte INl” 12 febbraio 2020".

"Nella pratica - conclude Sapere - che cosa significa tutto questo: la legislazione italiana e la Regione Toscana, sempre garante dell’ambiente e del proprio territorio, hanno, spesso e volentieri, cercato di aggirare la Valutazione d’Impatto Ambientale, perché rappresenta un vincolo per determinati progetti, che spesso servono più a chi li costruisce che non alla collettività".



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