Politica Mercoledì 22 Luglio 2026 ore 11:31
Ungulati a Pianosa, "Basta proposte estemporanee"

Mazzantini (Sinistra Italiana): "Su questioni delicate Giani deve confrontarsi con le forze politiche del campo largo e con i cittadini elbani"
CAMPO NELL'ELBA — Da Umberto Mazzantini, segretario del Circolo “Patrizia Piscitello” Isola d’Elba di Sinistra Italiana - AVS ed ex consigliere del Direttivo del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, la richiesta di risposte più strutturali per la questione dei maiali a Pianosa.
Se da un lato ben venga la nomina di un commissario coordinatore, dall'altra sorgono dei dubbi sulla proposta di un allevamento di cinghiali.
"Speriamo che la notizia che sta circolando su social e giornali che, durante la presentazione della Casa della Comunità elbana a Portoferraio, il presidente della Regione Eugenio Giani avrebbe annunciato di voler creare a Pianosa un allevamento di cinghiali da selezionare per produrre alla fine una sorta di cinta elbana, sia il frutto di un colpo di sole. - ha commentato Mazzantini - Giani ha anche finalmente annunciato la nomina di Paolo Cassola, già direttore del Parco Nazionale del Circeo, come Commissario, coordinatore, ad hoc per ridurre gli ungulati all’Elba, il che vuol probabilmente dire, come avevo già scritto, che non si tratta e non potrà trattarsi di un commissario con pieni poteri – fuori e dentro il Parco Nazionale - per mettere in atto il progetto di eradicazione dei cinghiali e mufloni, che è del Parco Nazionale, che a sua volta è sotto il controllo del fantasmatico ministero dell’ambiente, Enti nazionali che quindi non possono sottostare a un commissario nominato dalla regione. Vedremo cosa dirà la leggina regionale annunciata da Giani sulla questione. Ma la strampalata ipotesi dell’allevamento di cinghiali-maiali a Pianosa rischia di essere una bomba istituzionale innescata proprio sotto la poltrona del neo-commissario regionale che non ha nessun potere per realizzarla dentro l’area protetta. - ha proseguito - Se queste sono le direttive che la giunta regionale intende dare al Commissario, si comincia malissimo, andando in direzione contraria a quella giusta e a quanto fatto finora dal Parco a Pianosa".
Secondo Mazzantini il progetto è "sgangherato" sul nascere e "semplicemente inattuabile". "La legge 394 ’91 sulle aree protette e la Direttiva europea sulle specie aliene vietano di introdurre animali alloctoni in un Parco Nazionale e Pianosa, oltre che Parco Nazionale, è anche Zona speciale di conservazione (ZCS) e Zona di protezione speciale (ZPS) e l’introduzione di cinghiali-maiali-cinte violerebbe le Direttive Habitat e Uccelli e la recente Nature Restoration Law europea. Inoltre, il riferimento alla cinta senese elbanizzata/pianosizzata riporta all’allevamento di animali bradi o semibradi, vaganti su ampie porzioni di territorio, altro che eradicazione! Su questo la Regione, e il Parco Nazionale, rischierebbe l’apertura di una procedura di infrazione dell’Unione europea. Non credo che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), pur indebolito dal governo Meloni, possa dare il via libera a un’ipotesi del genere".
"Spero che tutto resti un’estemporanea idea estiva frutto della calura. Ma al presidente della Regione voglio anche dire con la massima chiarezza che, prima di tornare all’Elba a fare ipotesi irricevibili e irrealizzabili di questo tipo dovrebbe confrontarsi con le forze politiche locali che in Regione sostengono la sua Giunta. - ha poi aggiunto Mazzantini - Invece, troppe volte veniamo messi di fronte al fatto compiuto, a proposte che non condividiamo che, come questa volta, arrivano per qualche strana coincidenza proprio nei momenti di difficoltà di una destra divisa sulle poltrone e sul Parco. Su questioni delicate come queste Giani deve confrontarsi con le forze politiche del campo largo e con i cittadini elbani, non fare comparsate per sparare ipotesi che a volte, come per i cinghiali-maiali-cinte di Pianosa, non stanno semplicemente in piedi.
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