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Interviste Venerdì 23 Ottobre 2026 ore 09:00
Elba, quale sarà l'aeroporto del futuro?

Abbiamo posto alcune domande a Maurizio Serini, presidente del Cda di AlaToscana che gestisce lo scalo elbano
CAMPO NELL'ELBA — Quale sarà l'aeroporto del futuro all'Elba? Se potenziato, infatti, l'aeroporto elbano potrebbe contribuire significativamente allo sviluppo economico dell'isola accedendo a mercati turistici diversi e potrebbe rappresentare anche un'infrastruttura maggiormente usata anche dai residenti e dai proprietari di seconde case.
Per capire in che direzione si sta andando abbiamo rivolto alcune domande a Maurizio Serini, presidente del Cda di AlaToscana spa, che gestisce lo scalo aeroportuale elbano, che si trova nella zona della Pila, nel territorio comunale di Campo nell'Elba.
Presidente, all'inaugurazione del nuovo terminal aeroportuale di Pisa, nei giorni scorsi, il governatore Giani ha ribadito la necessità di 'fare più sistema' tra Pisa, Firenze e l'Elba. Come si inseriscono in questa visione i dati dell'ultima stagione estiva elbana e quali sono i pilastri delle 3 proposte che state presentando alla Regione?
"Come ribadito dal Presidente Giani il lavoro che stiamo facendo è teso proprio a fare sistema tra gli aeroporti toscani, ovviamente inserendo a tutto titolo lo scalo elbano, nel breve cercando di migliorare i numeri del trasporto passeggeri e in questo anche i dati 2026 ci confortano, ma soprattutto ponendo l'attenzione sullo sviluppo dell'infrastruttura e le proposte in definizione delineeranno gli asset di sviluppo, pista, categoria ICAO, aerostazione, torre e sistemi strumentali”.
La pista attuale di La Pila limita l'accesso ai soli velivoli commerciali da 36 passeggeri ma di fatto sta operando un vettore da 16 posti. A che punto sono gli studi di fattibilità per l'ampliamento e, modificando viabilità e urbanistica, a quale capienza massima di vettori si potrebbe realisticamente puntare?
"Come dicevo prima siamo a buon punto, puntiamo a definire le proposte e gli studi preliminari entro l'anno. Per quanto riguarda la capacità dei vettori rimaniamo tra i 70 e i 90 posti con operatività ovviamente diverse a seconda delle condizioni raggiunte”.
L'allungamento della pista attuale vede la forte contrarietà dell'amministrazione locale e di parte dei residenti di Campo nell'Elba. Visti i limiti fisici della zona, non sarebbe più lungimirante cambiare prospettiva e spostare lo scalo in un'altra area dell'isola per attrarre rotte internazionali? Ci sono zone alternative praticabili?
“Per valutare un nuovo aeroporto ci vorrebbe un mandato deciso e definito del territorio, ma in effetti ci sarebbe la possibilità di realizzare un nuovo scalo con pista fino a 2200 metri, su questo porteremo alcune considerazioni ma solo per individuare dove ci potremo collocare rispetto a situazioni ottimali, anche con qualche dato economico”.
I voli attuali dipendono dai bandi regionali per la continuità territoriale, esposti a lungaggini burocratiche che rischiano di creare vuoti di servizio. Come intende muoversi AlaToscana per superare questa precarietà e rendere lo scalo economicamente autosufficiente?
“Rendere lo scalo autosufficiente è un obbiettivo difficile ma ci possiamo avvicinare molto, ma tutto dipende dall'adeguamento infrastrutturale”.
Secondo lei, per guardare al futuro a lungo termine e attrarre compagnie commerciali senza gravare sulle casse della Regione Toscana, quali dovrebbero essere la tipologia e la lunghezza minima della pista?
“Tutte le soluzioni si aggirano tra i 1600 – 1500 metri di pista effettiva”.
Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata
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