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Attualità lunedì 17 giugno 2019 ore 13:15

All'Elba è tempo di Tartalove

Tartarughe marine appena nate

Parco nazionale e Legambiente hanno coinvolto gli abitanti dell’isola d'Elba per il riconoscimento e la difesa dei nidi di tartaruga marina



CAPOLIVERI — Come si riconosce un nido di tartaruga? Come si fa a capire dove sono state deposte le uova? E, soprattutto, quali accortezze per non danneggiarle e facilitare la schiusa? Per rispondere a queste e a molte altre domande su questi affascinanti abitanti del mare Legambiente e il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano hanno programmato una serie di azioni in vista dell’arrivo, anche quest’anno, delle tartarughe marine confidando che queste misteriose creature scelgano ancora una volta l’Elba come luogo di nidificazione, come successo nel 2017 a Marina di Campo e nel 2018 a Straccoligno (si veda gli articoli correlati). 

Oltre al monitoraggio delle principali spiagge sabbiose, alla ricerca di tracce e nidi, realizzato dai volontari di Legambiente, è prevista un’intensa campagna di informazione con la distribuzione di opuscoli e l’installazione di cartelli su circa sessanta spiagge dell’Elba, che spiegano come riconoscere le tracce di tartarughe marine e come comportarsi in caso di ritrovamento. Grande novità è il Progetto TartaLove, con il quale Legambiente e il Pnat vogliono coinvolgere gli stabilimenti balneari, i punti blu e tutti gli operatori delle spiagge in un programma di protezione delle Tartarughe Marine che rappresentano un valore straordinario per la biodiversità. 

Gli stabilimenti balneari e i punti blu che decideranno di diventare “amici delle tartarughe”, dopo aver aderito al Protocollo per la gestione responsabile delle spiagge verranno insigniti della bandiera azzurra di Tartalove da esporre presso la propria attività. 

L’adesione al protocollo – al quale a livello nazionale aderisce la Federazione Italiana Imprese Balneari (FIBA) di Confesercenti – impegna gli imprenditori a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alle pulizie degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartarughe marine e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli, a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti da seguire più idonei per non danneggiare i nidi e non spaventare con luci e rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato e a distribuire materiale informativo e fornito da Legambiente sull’argomento .

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