"Richiamare un isolano in un'isola mi sembra un omaggio magnifico". Le parole con cui Marcello Fois, la sera del 5 Settembre, accoglieva il titolo di Supervincitore del Premio Letterario Internazionale Isola d'Elba – Raffaello Brignetti oggi suonano come un presagio felice. Ieri sera, infatti, sabato 3 Ottobre, lo scrittore sardo ha raddoppiato: con "L'immensa distrazione" (Einaudi) ha vinto per un soffio la 64ª edizione del Premio Campiello.
La proclamazione si è svolta in Sala Grande al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Fois ha ottenuto 83 voti, su 282 espressi dai 300 votanti della Giuria popolare dei Lettori Anonimi.
Per l'Elba è una soddisfazione che ha il sapore di una conferma.
Alla Linguella, davanti a una platea di oltre quattrocento persone, con la conduzione di Attilio Romita e Monica Giandotti e Carla Signoris come madrina, Fois aveva prevalso su Gianluca Di Feo e Luca Mastrantonio, due finalisti salutati da un caloroso applauso. Il verdetto era arrivato dal voto combinato della giuria del Premio e di quella popolare.
Grande soddisfazione esprime Roberto Marini, presidente del Comitato promotore: "La vittoria di Fois, prima all'Elba e poi al Campiello, sottolinea l'importanza del Premio Letterario Isola d'Elba e la capacità della sua giuria letteraria di individuare e portare alla ribalta scrittori di grande spessore e talento". A legare i due traguardi è anche la voce dei lettori. "Il voto dei lettori ha un peso reale e concreto: non è semplicemente simbolico", ci aveva spiegato alla vigilia lo stesso Marini, rivendicando un equilibrio tra "competenza e partecipazione".
Il Campiello, con la sua giuria di lettori anonimi, ha ribadito lo stesso principio. Per il Comitato elbano è anche la prova che la strada intrapresa funziona: far vivere il Premio tutto l'anno e costruire "un vero e proprio percorso culturale che parta dall'Elba ma sappia anche andare oltre l'Elba".
Il romanzo che ha convinto i lettori dell'isola e quelli di Venezia comincia dove di solito i libri finiscono. Ettore Manfredini muore a novantacinque anni nel proprio letto, ma resta cosciente. Sospeso "in un bardo", tra la vita e la morte, ripercorre un secolo di storia italiana vista dalla provincia modenese, tra un mattatoio sottratto ai Teglia, famiglia ebrea travolta dalle leggi razziali, un matrimonio di necessità e quattro figli dai destini diversissimi. Fois lo ha definito "un romanzo sull'illusione che il '900 sia passato".
La sua è una riflessione sulla fragilità della memoria, sul "distrarsi dalla propria storia" e sul ritrovarsi "senza anticorpi per i tempi che ci attraversano". Il titolo gli arriva da Pascal, come ci aveva raccontato: la vita che può essere vissuta in modo accettabile solo a patto di non pensare di continuo alla morte. Una distrazione, dunque, che ha tenuto svegli tanti lettori.
E a ben guardare è anche il segreto di un autore che non cerca di dare risposte. "Mi aspetto, spero, di suscitare molte domande - diceva alla vigilia del verdetto elbano -, di permettere a ognuno dei miei lettori di mettere a disposizione il loro patrimonio umano quando leggono questa storia e quindi la scrivano con me. Il mio obiettivo è scrivere tanti libri quanti lettori ho. E tutti diversi tra loro".
Con il Campiello, "L'immensa distrazione" aggiunge un altro riconoscimento a quelli già ottenuti, dall'Orbetello Book Prize al Brignetti. Per il Premio dell'Elba è una vetrina nazionale, già rilanciata dal servizio del TG2 dopo la serata della Linguella.
Fois entra nell'albo d'oro in cui figurano Mircea Eliade, Tommaso Landolfi, Gesualdo Bufalino, Mario Luzi e Javier Cercas.
"Possiamo dire che il Brignetti con i suoi 62 anni di età e 54 edizioni si conferma come il premio il premio dei talenti, ricordiamo Montale, ricordiamo Böll, che sono addirittura dei premi Nobel.", sottolinea Roberto Marini, che sta già lavorando alacremente alla prossima edizione del Premio.
Ora il Campiello rende quel nome ancora più forte, e l'Elba può dire di aver scommesso su di lui prima di Venezia.