Cultura

​"Le donne di Rio? Le più belle dell'Elba"

Il detto rimbalza fra i paesi dell'Isola: quale la sua origine? Viaggio nel mito delle riesi. Lo scambio di quei dolci maliziosi: ceremito e sportella

Bellezze di ieri (foto-Fb-Rio nell'Elba com'eremo-Maria Carletti)

"Le donne di Rio sono le più belle dell'Elba". A Rio nell'Elba e a Rio Marina lo dicono con la tranquillità di chi non ha nulla da dimostrare. A Portoferraio, a Capoliveri, a Campo lo ripetono a mezza bocca: qualcuno annuisce, qualcuno alza gli occhi al cielo. Nessun libro di storia lo certifica, nessun concorso lo ha mai sancito. Eppure il detto attraversa l'isola da generazioni, e i riesi lo portano come un vanto. 

Le bimbe riesi di ieri ​(immagine/Montaggio creato con IA - Gemini)

Da dove nasca la fama, nessuno sa dirlo con certezza. Chi ha qualche anno sulle spalle, però, ricorda bene dove la si andava a verificare.

"Mio padre, che era del 1935, partiva da Portoferraio con tutti gli amici per andare alle feste da ballo al Teatrino Garibaldi di Rio nell'Elba", racconta Rossella Celebrini, wedding planner ed editrice del magazine Elba Per2, una delle tante voci che testimoniano il detto. Erano gli anni Cinquanta. "E non arrivavano solo da Portoferraio. Ci andavano anche, diciamolo, per le belle ragazze (ride, ndr). Le riesi erano rinomate: donne forti, di comando, ma anche belle, sempre molto curate e ben vestite".

Il paradosso non le sfugge: "Portoferraio era molto più grande e, sotto certi aspetti, molto più evoluta. Eppure partivano tutti da lì". Destinazione "Coccolo in su": così, sul versante orientale, chiamano Rio nell'Elba, il paese alto rispetto a Rio Marina, con un'espressione che fuori da queste parti conoscono in pochi. Il capoluogo che si mette in strada verso il borgo di collina.

E non sempre il viaggio finiva con l'ultimo ballo. "Non è un caso che il mio babbo si sia innamorato proprio di una donna di Rio", confida Rossella Celebrini. Quella donna è sua madre. "E non è stato il solo: tanti portoferraiesi, e non solo, hanno sposato una riese. Il padre di una mia amica, che era finanziere qui all'Elba, si è sposato con una donna di Rio". Solo qualche esempio... Oggi il Teatrino ospita matrimoni civili, concerti e presentazioni di libri: una vocazione nuziale, verrebbe da dire, che viene da lontano. Le feste da ballo appartengono agli anni Cinquanta, ma il detto, giurano i riesi, è molto più antico.

 

Le bimbe riesi di oggi (foto-Fb-Rio nell'Elba com'eremo-Marcello Squarci)

Del resto, a Rio l'amore non è mai stato faccenda da sussurri. Lo dimostra un rito pasquale nato proprio qui e poi diffuso nel resto dell'isola, che altrove farebbe arrossire. La Domenica delle Palme il ragazzo faceva recapitare alla ragazza dei suoi sogni un cesto di fiori con dentro il ceremito, pane dolce all'anice, lungo e attorcigliato, dalla forma inequivocabilmente maschile. Se lei accettava la corte, il giorno di Pasqua rispondeva con la sportella, benedetta in chiesa: una ciambella tonda, con il buco al centro, che evocava invece la femminilità. A Pasquetta i due innamorati potevano finalmente stare insieme e dividersi i pani della promessa. Un botta e risposta tutt'altro che innocente, carico di auguri di fertilità, che in paese nessuno ha mai finto di non capire: non a caso, ancora oggi, a Rio basta pronunciare la parola "sportella" perché tutti sappiano a cosa ci si riferisce. E il sì, si noti, spettava a lei.

La tradizione sopravvive nella Festa della Sportella, che ogni Lunedì dell'Angelo si celebra all'Eremo di Santa Caterina, e la Regione Toscana ha inserito entrambi i dolci tra i Prodotti agroalimentari tradizionali.

 

L'amore a Rio (immagine/Montaggio creato con IA - Gemini

Belle, dunque. Ma non soltanto. Per secoli il ritmo del paese lo ha dettato la miniera di ferro, scavata fin dai tempi degli Etruschi. Gli uomini scendevano nelle cave prima dell'alba e risalivano a sera, i marinai restavano lontani per mesi.

"A Rio Marina le donne erano soprattutto mogli di naviganti e di minatori, a Rio nell'Elba quasi esclusivamente di minatori", spiega ancora Rossella Celebrini. "Erano costrette a gestire la famiglia da sole, ed è questo che le ha rese forti". Una forza uscita allo scoperto quando le miniere cominciarono a vacillare: "Quando si iniziò a parlare di chiusura, furono loro a rappresentare i mariti. Manifestavano, denunciavano le ingiustizie di decisioni che mettevano a rischio il lavoro delle loro famiglie". 

Il loro parlamento era il lavatoio pubblico appena sotto il paese, dove l'acqua della sorgente dei Canali scorre ancora dalle bocche di bronzo del Cinquecento: lì si lavavano i panni, si commentavano le notizie, si prendevano decisioni. Oggi anche quel luogo simbolo accoglie le nozze: a Rio, evidentemente, tutte le strade portano all'altare.

 

L'amore a Rio (immagine/Montaggio creato con IA - Gemini)

Quanto al segreto di tanta bellezza, le teorie si sprecano. La più gettonata chiama in causa il sangue mescolato. Su questa costa sono passati Etruschi e Romani, corsari e prigionieri, marinai d'ogni bandiera: nel 1534 il Barbarossa rase al suolo la vicina Grassera ed il suo stretto collaboratore Sinam Bassà, detto il Giudeo, rapì una riese, Emilia d'Hercole, liberata a Tunisi l'anno seguente. Più tardi il porto di Rio Marina, cresciuto nel Settecento, ha richiamato per due secoli minatori, caricatori e naviganti da ogni dove. La genetica, a essere rigorosi, non detta canoni estetici. Ma che i crocevia regalino volti interessanti è un'intuizione antica quanto i porti.

 

Bellezze di ieri (foto-Fb-Rio nell'Elba com'eremo-Maria Carletti)

Naturalmente il resto dell'isola non ci sta. A Poggio si canta da quasi novant'anni una canzone nata con la Festa dell'Uva del 1938, dedicata alle fanciulle del borgo. A Capoliveri, a Marciana, a Campo ognuno ha le sue candidate, e nessuno cede il titolo senza combattere. Campanilismo allo stato puro, sport amatissimo sull'isola.

Le miniere hanno chiuso nel 1981, dal 2018 Rio nell'Elba e Rio Marina formano un solo Comune e le feste del Teatrino sono diventate ricordi di famiglia. Il detto, invece, resiste, pronto a riaccendere la discussione a ogni tavola. Forse perché la bellezza delle riesi non abita soltanto nei lineamenti: è il portamento di chi, per secoli, ha tenuto in piedi un paese mentre gli uomini scendevano sottoterra o salpavano verso il largo.

Vero o falso? La parola passa ai lettori. Chiedetelo a una riese: la risposta, si può scommettere, sarà una sola. 

Letizia Cini
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