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venerdì 01 luglio 2016

Politica lunedì 04 gennaio 2016 ore 11:15

Crisi economica riese, nuovo botta e risposta

Ivano Arrighi attacca le precedenti amministrazioni, Catalina e Alessi si difendono, non si placa la polemica sullo stato delle finanze riesi

RIO NELL'ELBA — Nuova puntata della querelle riese sullo stato delle finanze comunali e sulle sue cause. Il blogger Ivano Arrighi difende l'operato del sindaco De Santi e attacca le precedenti amministrazioni, Catalina Schezzini e Danilo Alessi, chiamati in causa rispondono. Si rinnova così una polemica di cui difficilmente si vedrà la fine almeno fino a quando gli ispettori del ministero chiamati dal sindaco De Santi non sbarcheranno e concluderanno il loro lavoro di indagine o fino a quando il lavoro della procura della Corte dei Conti non darà nuovi sviluppi.

Scrive infatti Arrighi: "L'ennesima cortina fumogena, alzata dal PD Riese che continua a negare l'evidenza accertata e documentata, una generica e ripetitiva autodifesa priva di dati. Si afferma che il professore (il responsabile Luca Eller del Centro studi enti locali), sarebbe un soggetto di parte, la verifica per loro doveva essere fatta dal personale interno che storicamente ha sempre gestito la parte finanziaria. Insomma, come spesso succede in Italia, il soggetto controllato che avrebbe dovuto fare il controllore". 

La denuncia introduce poi un nuovo elemento: "La consulenza da voi affidata ad Etruria servizi per la riscossione dell'ICI, con un fee di oltre il 37% sull'accertato, ma sarebbe meglio dire solo segnalato, non sul riscosso. Avete pagato a questa società oltre 1.400.000 euro a fronte di un incassato poco superiore a 1.500.000 euro".

Altra accusa è quella di aver acceso mutui che ora pesano sulle casse comunali in maniera eccessiva: "Secondo il revisore, non il consulente, ai 468.000 euro/anno di rimborso dei mutui bisogna aggiungere nel 2016, 581.855,52 euro per il solo fosso di Bagnaia, avendoli utilizzati impropriamente negli anni per la spese corrente, e che dovrebbero essere ricostituiti entro l'anno".

Accuse che l'ex sindaco Danilo Alessi rimanda al mittente promettendo di allungare la lista dei querelati: "Vecchi rancori personali e la smania di protagonismo fanno talvolta brutti scherzi a chi, come ad un certo Ivano Arrighi da Ivrea, vuol farsi solerte paladino di una improvvida crociata contro le amministrazioni di sinistra che hanno governato il comune di Rio Elba negli ultimi anni".

"Niente di nuovo - commenta Alessi - rispetto a quanto già detto durante la sceneggiata prenatalizia del 18 dicembre scorso al teatrino Garibaldi, ma con in più un pizzico di supponenza da maestrina con la penna rossa che fa il paio con quella di altri suggeritori del sindaco inquisitore in sella da circa due anni.

"Per quanto riguarda il resto ritengo di dover puntualizzare: che è stata la mia amministrazione a disdire il contratto con la Società Etruria perché ritenuto eccessivamente oneroso, che è stata sempre la mia amministrazione che ha fatto fronte, dinanzi all’incedere di una crisi devastante per la finanza degli Enti Locali, ad una progressiva riduzione delle spese correnti e a quella dell’accensione di nuovi mutui, che in ogni caso il riferimento alla rata corrente annuale dei mutui è odioso e pretestuoso, perché è a tutti noto che non c’è Comune che possa realizzare opere pubbliche se non contraendo prestiti bancari, sui quali, ovviamente, gravano interessi pluriennali da ammortizzare nel tempo".

Gli fa eco anche Catalina Schezzini, alla guida del comune riese per un decennio: "In attesa di ricevere gli atti richiesti al comune sono in grado intanto, a nome anche della giunta, di precisare alcune questioni, di carattere generale e politico, che è quello che mi interessa.

Secondo il consulente tecnico individuato direttamente dal primo cittadino, si sarebbero spesi malamente soldi che ora potevano servire per realizzare le grandi promesse della sua campagna elettorale. Quelle somme al tempo sono servite invece per sistemare ed adeguare la scuola materna e media (che mai nel decennio sotto accusa, sono state chiuse o portate fuori dal paese) acquistare ed allestire la biblioteca, varie pavimentazioni stradali, la sistemazione della valle di Mulini e della Lecciola, il tetto della chiesa, l'autoambulanza in uso alla Croce Rossa, la pavimentazione del campetto della scuola e del campo da calcetto, la strada della Falconaia e della Chiusa, i giardinetti, il teatrino, il primo lotto del vecchio cimitero, i loculi del cimitero nuovo, la sistemazione di tutta l' area intorno alla chiesa del Padreterno , i parcheggi di via Galletti e Solferino".

"Scelte che rientravano nelle nostre facoltà e nelle nostre volontà, compiute senza illegalità, come del resto ammette anche il consulente. Abbiamo usato le disponibilità economiche che avevamo a disposizione e ci siamo dati molto da fare per cercare ed ottenere finanziamenti. E mai la Corte dei Conti, sempre chiamata per legge ad esprimersi, nei dieci anni tra il 1999 e il 2009 ha espresso pronunce di condanna del nostro operato".

E credo - conclude Schezzini - che un consulente tecnico non possa opinare su scelte politiche compiute oltretutto da amministrazioni precedenti, in contesti molto diversi da quello attuale. A Rio invece per rancori e apparente ingenuità si vuole scaricare su altri le proprie difficoltà, instaurando un clima di caccia alle streghe, con messaggi anonimi reiterati su reati e misfatti che sarebbero stati perpetrati a danno del paese, comportamenti questi che non aiutano certo a risolvere i problemi, nonostante la campagna elettorale sia terminata da ormai più di un anno e mezzo".

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