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Attualità Giovedì 02 Aprile 2026 ore 18:41

Autismo, discriminazione e la replica di un padre

Foto di repertorio

Il racconti di un episodio di discriminazione in un bar verso un ragazzo autistico e la lettera di risposta del padre



ISOLA D'ELBA — "L'autismo non è contagiiso l'ignoranza si", si apre così un post su Facebook di una educatrice, Stefania Lanzani, che racconta un fatto grave accaduto in un bar ad un ragazzo elbano nello spettro dell'autismo che ha però una intensa vita sociale e social ed è conosciuto in tutta l'Elba.

"Lorenzo è un ragazzo autistico, conosciuto da tutti e tutte, un bimbo in gamba che ha raggiunto molti traguardi e io lo seguo quotidianamente nelle sue attività e routine. Premetto che io e Lorenzo ci concediamo spesso un momento di pausa con il caffè e un dolcino, lui ci tiene molto, non abbiamo un posto fisso ma quel luogo a Lorenzo piace tantissimo. - spiega l'educatrice - Ci sediamo ad un tavolo dopo aver chiesto il suo amato caffè d'orzo e un caffè per me. Di fronte a noi sono sedute una giovane donna accompagnata da quella che penso essere la madre. Si gira verso di noi, mi fa un sorriso, io ricambio. Solo che, ad un certo punto, si alza e con fare indignato raccogliendo il cappotto, esclama a voce alta voce che lei in mezzo a degli "handicappati" non ci vuole stare...".

"Ora, il termine "handicappato"  - prosegue l'educatrice - non è più usato da un sacco di tempo, è obsoleto, dispregiativo e ti sottolinea la marcata distanza che quella persona vuole tenere. Mi sale la rabbia, ma sono in un posto pubblico e non posso mettermi ad urlare, non voglio che Lorenzo si agiti ma mi trattengo a fatica. Grazie , rispondo, se vuole può andare da un'altra parte, d'altronde ci sono tavoli liberi, nessuno la trattiene! Noi non ci spostiamo, neanche per idea! Vicino a noi persone indignate che scuotono la testa mentre mi risponde che non ce l'ha mica con noi. Ah no? Non mi pare proprio e non fa nemmeno una piega quando una ragazza le dà della maleducata più e più volte. E non è questione di essere portati o meno, è che mancano le basi nella nostra educazione, manca il rispetto, manca l'accoglienza, manca il senso di relazione e di questo ne sono fortemente dispiaciuta".

In seguito a quanto accaduto il padre di Lorenzo, Renzo Mazzei, presidente dell'associazione Incontriamoci in Diversi, ha voluto dedicare una lettera alla signora del bar.

Qui di seguito pubblichiamo il testo della lettera:

"Lettera aperta a una gentildonna ferrajese

Gentilissima signora, purtroppo non conosco il suo nome e quindi mi trovo costretto, obtorto collo, a rendere pubblico il mio messaggio per farle pervenire le mie più profonde scuse per l’increscioso fatto accaduto ieri.

Sono il padre di Lorenzo, quel giovanotto handicappato che si è permesso di mettersi a sedere nel tavolo accanto al suo per bere un caffè arrecandole così un così grave disagio tanto da costringerla ad alzarsi e ad andarsene.

Purtroppo, Lorenzo, così come molti altri handicappati, hanno la presunzione di potersi comportare come delle persone normali, come lei, pretendono di essere inclusi in questa società senza rendersi conto di essere solo degli enormi fastidi, se non peggio.

Le garantisco che ho già preso tutti i provvedimenti del caso per punire l’assurdo comportamento di mio figlio, che non doveva assolutamente permettersi di bere un caffè d’orzo in un locale pubblico dove ci sono tante persone normali come lei.

Altrettanto farò con la signora che lo accompagnava che ho già segnalato alle forze dell’ordine ed ai servizi sociali.

Contemporaneamente ho presentato un’ istanza al comune di Portoferraio, affichè emetta una ordinanza di divieto assoluto per i disabili di frequentare locali pubblici.

Inoltre mi farò promotore di referendum popolare per abrogare gli articoli 3, 32 e 38 della Costituzione Italiana, vuole essere lei la prima firmataria?

Ossequi

Renzo Mazzei

P.S. se le fosse venuto il sospetto che la stia prendendo per…in giro…, le confermo che è proprio così ma mi creda per lei sarebbe sicuramente stato peggio se fossi stato presente al fatto…"


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