Attualità

Portoferraio città spugna, le idee ai cittadini

Sabato 10 all'Ex Gattaia di Portoferraio il laboratorio di Pardi e Tosi: manifesto sulle sofferenze urbane e progetti. Prenotazioni entro giovedì 8

Gli architetti Massimiliano Pardi e Valentina Tosi

"Una piazza che attraversiamo senza fermarci. Un giardino che nessuno frequenta. Un marciapiede che, per qualcuno, diventa un ostacolo insuperabile". Comincia così, con immagini che ognuno riconosce nella propria giornata, il manifesto con cui gli architetti Massimiliano Pardi e Valentina Tosi chiamano a raccolta i portoferraiesi.

L'appuntamento è per sabato 10 Ottobre, dalle 10 alle 13: non una conferenza da ascoltare in silenzio, ma un laboratorio dal titolo "Città spugna e architettura partecipata: un laboratorio di idee per abitare il futuro". Perché, avvertono i due professionisti, "la città si progetta anche ascoltando chi la abita". Le adesioni sono state così numerose da imporre un cambio di sede. 

"Vista la richiesta di partecipazione, abbiamo deciso di spostare il laboratorio dal nostro studio alla Sala Espositiva Pierluigi Nervi, al secondo piano dell'Ex Gattaia", annuncia Pardi sui social.

Il documento che farà da traccia alla mattinata si intitola Sofferenze urbane. Ricucire la città per un nuovo umanesimo dell'architettura. La tesi è che il malessere di un centro abitato non si misuri solo nel degrado dei muri, ma anche nella solitudine e nella perdita di appartenenza: è "la distanza tra la città costruita e la città vissuta, tra l'organizzazione degli spazi e i bisogni delle persone che li abitano".

Per colmarla, scrivono Pardi e Tosi, occorre ricollegare le "sinapsi urbane", cioè "le connessioni attraverso le quali circolano incontri, conoscenze, esperienze e forme di solidarietà". Servono luoghi concreti: piazze accoglienti, giardini accessibili, biblioteche, spazi in cui ragazzi e anziani possano incontrarsi. Accanto alla cura delle relazioni, quella dell'ambiente. 

Ed è qui che entra in gioco la "città spugna": un modello urbanistico che, invece di allontanare la pioggia il più in fretta possibile attraverso tubi e fognature, la trattiene, la assorbe e la riutilizza, con pavimentazioni drenanti, aree verdi, vasche di raccolta, alberi e ombra contro le isole di calore.

"Ridurre il consumo di suolo, gli sprechi d'acqua, il fabbisogno energetico, l'inquinamento", si legge nel manifesto, e insieme "rigenerare: recuperare il patrimonio esistente, restituire permeabilità ai terreni, ricostruire continuità ecologiche, dare nuova vita agli spazi abbandonati". 

Una risposta agli eventi estremi, che l'Elba ha conosciuto a proprie spese con l'alluvione del Febbraio 2025. Per Portoferraio sarebbe quasi un ritorno alle origini. La Cosmopoli voluta da Cosimo I de' Medici nel 1548 nacque con le sue cisterne per l'acqua piovana; oggi, osservava Pardi nell'agosto scorso in un'intervista a Canale Energia, quell'acqua "la buttiamo nelle fogne". 

Città spugna: una risposta agli eventi estremi, che l'Elba ha conosciuto a proprie spese con l'alluvione del febbraio 2025

Sul tavolo, sabato, non arriveranno soltanto fogli bianchi. "Stiamo pensando di portare al laboratorio anche alcuni progetti e idee che abbiamo elaborato negli anni per Portoferraio. - spiega l'architetto Pardi - Le proposte per il Grigolo, l'albergo didattico, una rete di strade verdi integrata con il Chicchero per una mobilità più sostenibile, insieme a tante altre idee per migliorare gli spazi pubblici e la qualità della vita in città". 

Non un pacchetto chiuso da approvare, ma una base di lavoro: "Vorremmo utilizzare queste proposte come punto di partenza per ampliare la discussione, raccogliere osservazioni e far nascere nuove idee insieme ai partecipanti. Il laboratorio sarà anche un'occasione per rileggere questi progetti alla luce delle esigenze attuali di Portoferraio, mettendo in relazione verde urbano, gestione dell'acqua, mobilità, accessibilità e luoghi di incontro", aggiunge. 

Il manifesto si chiude con le parole di Ugo Sasso, fondatore dell'Istituto nazionale di bioarchitettura: "Giungiamo ad un nuovo umanesimo di un'architettura conciliata con l'uomo e con l'ambiente". E con una frase che vale da invito: "abitare una città significa anche poter sentire di appartenervi".

L'iniziativa cade nei giorni di "Open! Studi Aperti", la manifestazione del Consiglio nazionale degli architetti che il 9 e 10 Ottobre, in tutta Italia, avvicina i professionisti ai cittadini. 

Per partecipare è richiesta la prenotazione entro giovedì 8 Ottobre, scrivendo a max@studiotecne2000.com o telefonando allo 0565 915494.

Letizia Cini
© Riproduzione riservata