"Ho letto con attenzione l’intervento di Ruggero Barbetti (leggi qui l'articolo) e credo che abbia il merito di riportare il confronto sul terreno giusto: non quello delle formule astratte, ma quello della governance dell’isola".
Lo dichiara Andrea Ciumei, ex sindaco di Marciana Marina, entrando nel dibattito sul futuro amministrativo dell'isola e su una sua eventuale riorganizzazione.
"Dico da tempo che il Comune unico, così come fu proposto anni fa, non poteva funzionare. - prosegue Ciumei - Non perché fosse sbagliato interrogarsi su un assetto più unitario dell’Elba, ma perché quel percorso fu vissuto da molti come una forzatura calata dall’alto, più imposta che costruita, e infatti gli elbani lo respinsero chiaramente. Quel passaggio va rispettato.
Questo, però, non significa che l’attuale frammentazione sia una risposta. Anzi. Non me ne vogliano, ma oggi è ancora più evidente che sette comuni, da soli e spesso in ordine sparso, fanno fatica a esprimere una visione comune su tanti temi comprensoriali".
"Per questo - continua Ciumei - considero interessante la proposta di Barbetti: perché prova a superare l’alternativa sterile tra Comune unico e semplice conservazione dell’esistente. E lo fa partendo da un dato di realtà che conosciamo bene: le gestioni associate, salvo poche eccezioni come la GAT e poco altro, non hanno prodotto i risultati che ci si attendeva. In molti casi non hanno semplificato, non hanno rafforzato la capacità decisionale e non hanno dato all’Elba quella direzione strategica unitaria di cui avrebbe bisogno. Proprio per questo, però, una proposta come quella della Comunità Isolana va approfondita con grande serietà".
"Perché il punto non è solo dire che serve un ente di coordinamento, ma capire chi dovrebbe studiarlo, chi dovrebbe costruirlo e chi dovrebbe guidarne l’approfondimento. Una riflessione di questa portata non può essere affidata né all’improvvisazione né agli stessi meccanismi che fin qui non hanno funzionato. E se a guidare questo percorso ci fossero tutti gli attuali sindaci con le loro posizioni di rappresentanza, sarebbe anche più costruttivo", prosegue ancora Ciumei.
"Serve quindi un percorso autorevole, competente e credibile, capace di coinvolgere chi conosce davvero la pubblica amministrazione, gli enti locali e il funzionamento concreto dell’isola. Solo così una proposta interessante può diventare qualcosa di più di una suggestione: può trasformarsi in un progetto serio per il futuro istituzionale dell’Elba", conclude Ciumei.