Attualità

Un nuovo aeroporto? Dubbi degli ambientalisti

Mentre si cerca la quadra per l'ampliamento della pista dello scalo elbano, fa discutere l'idea di spostare altrove l'aeroporto

Aeroporto di Campo nell'Elba

Costruire l'aeroporto elbano in un altra zona anzichè ampliare l'attuale: è una delle ipotesi emerse dall'intervista di QUInews Elba a Maurizio Serini, presidente del Consiglio di amministrazione di AlaToscana, società per azioni - a maggioranza pubblica - che gestisce lo scalo aeroportuale di La Pila, nel territorio di Campo nell'Elba.

Per ora è solo un'idea che potrebbe essere approfondita per valutare eventuale collocazione, iter burocratico e costi. Per capire come potrebbe essere accolta questa idea dalle associazioni che promuovono la tutela del territorio e la sostenibilità sull'Isola, abbiamo chiesto un commento a due esponenti rispettivamente di Legambiente e di Italia Nostra.

Mentre per Legambiente resta problematico già il progetto dell'allungamento dell'attuale pista, Italia Nostra invece consiglia un rederendum sul futuro dell'aeroporto elbano che coinvolga tutti i cittadini dell'Isola, visto che si tratta di una infrastruttura comprensoriale. Infatti  solo i cittadini campesi si sono espressi per il No in un referendum anche se il quorum non era stato raggiunto.

"Mi sembra un'idea che cozza con la stessa realtà territoriale dell'Elba e con la nuova realtà climatica. Riesce difficile individuare un'area pianeggiante e libera di queste dimensioni all'Elba, a meno che non si pensi a zone a urbanizzazione diffusa e a forte rischio idrogeologico come San Giovanni - La Foce o Mola", commenta Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana. 

"Per non parlare dei vincoli paesaggistici che gravano su tutta l'Elba e dei giganteschi problemi idrogeologici che emergono ad ogni alluvione sempre più frequente. - prosegue Mazzantini - Che poi sono gli stessi problemi - amplificati dalla crisi climatica che sta colpendo duramente l'Elba - che avrebbe il prolungamento dell'aeroporto". 

"È importante che si ammetta che rendere l'aeroporto autosufficiente è un obbiettivo difficile e che al massimo ci si può avvicinare. - continua Mazzantini - Forse quei soldi sarebbe meglio investirli in traghetti moderni, elettrici, al servizio della comunità elbana e davvero sotto controllo pubblico".

Più articolato invece il parere di Leonrdo Preziosi, presidente di Italia Nostra Arcipelago Toscano. "Conosco molto bene la situazione dell'aeroporto di Mariana Di Campo, anche perché negli anni 2000, per conto della Banca dell'Elba di cui facevo parte come consigliere d'amministrazione, sono stato nominato membro del consiglio d'amministrazione di Elba Fly, che era la società di servizi che nacque in quegli anni, a cavallo appunto del millennio, per fare in modo di far decollare finalmente l'aeroporto. - spiega Preziosi - Riuscimmo a fare tante cose però mi dispiace invece constatare che, a distanza di 25-26 anni il mio amico e presidente di AlaToscana, Maurizio Serini, si trova oggi nelle stesse nostre condizioni di allora, in pratica".

"Noi andavamo (in Regione, ndr) a perorare la causa dell'allungamento della pista dell'aeroporto e soprattutto della possibilità di far atterrare aerei più capienti e contemporaneamente, senza che noi lo sapessimo, l'allora sindaco di Maria di Campo andava dagli stessi funzionari e diceva che non avrebbe mai permesso questa cosa", prosegue Preziosi. 

"Di nuovo c'è solo che in effetti parte della comunità si è espressa negativamente, però sta di fatto che il problema sussiste. - continua Preziosi - Dico comunità perché noi come Italia Nostra per tutto quello che portiamo avanti facciamo riferimento effettivamente a quelli che sono i dettami della Convenzione di Faro, una convenzione europea che è nata nel 2005, recepita dallo Stato italiano nel 2020, che restituisce alle comunità locali la responsabilità o comunque la possibilità di occuparsi del patrimonio del territorio, in modo che chi vive il territorio possa esprimere con competenza e con responsabilità il proprio parere. Questo è quello che cerchiamo di fare. Se posso dare un consiglio al presidente Serini è che, sicuramente come ha dichiarato deve tener conto della comunità locale, ma soprattutto deve fare in modo, secondo me, non solo di fare sistema con gli aeroporti della Toscana, ma fare sistema con le istituzioni dell'Elba, perché qui ci si scorda sempre che l'aeroporto di Marina di Campo non è l'aeroporto di Campo, è l'aeroporto dell'Isola d'Elba, per cui sarebbe utile che si esprimesse la comunità dell'Elba, non parte della comunità di Marina di Campo. Quindi - aggiunge Preziosi - ritengo che trovare soluzioni alternative all'Elba sia veramente molto dura e mi piacerebbe sapere quali sono le idee che si stanno muovendo e dove ci orienteremo o ci dovremmo orientare". 

"Secondo me bisogna perseguire la soluzione di fare sì che la comunità locale si esprima - conclude Preziosi - e che l'eventuale parere positivo della comunità elbana poi costringa in qualche modo la comunità di Campo a declinare questo ostacolo di principio più che altro".

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata