Interviste

Club64: "Qui li facciamo ballare con la testa"

Dal 1990 Margherita Messina e Lucia Sandolo guidano lo storico locale nato nel '64: "Orgogliose di una gestione tutta femminile". Oggi serata di chiusura

Dal 1990 Margherita Messina e Lucia Sandolo guidano lo storico locale nato nel 1964

Un giradischi al posto dell'orchestra, una villa affacciata sul golfo della Biodola e un gruppo di amici che balla sotto le stelle. È la sera del 26 Luglio 1964 quando, sul colle lungo la provinciale per Marciana, apre le porte il Club64. Secondo una tradizione che l'isola custodisce con orgoglio, è la prima discoteca d'Italia. 

La discoteca è nata in una villa affacciata sul golfo della Biodola

L'idea è di Marina Wais, signora peruviana naturalizzata svizzera, eccentrica e visionaria. Insieme al figlio Manuel decide di aprire al pubblico le feste che fino ad allora riservava alla cerchia degli amici. In un'epoca in cui la musica da ballo era affare di orchestre e il giradischi un oggetto da salotto di casa, ballare con i dischi suona come un azzardo. La prima estate stenta, la seconda segna la svolta. I Wais investono ancora: in giardino nasce una pista quadrata in mattoni, illuminata dalle prime luci psichedeliche, mentre divani e poltrone trasformano il locale in un salotto all'aperto. Lì, raccontano le cronache, prende forma la figura del disc jockey, destinata poi a conquistare radio e televisione.

All'inizio degli anni Settanta il mito cresce con Ninni Spinetti. PR ante litteram e maestro d'arte cresciuto tra alta moda e prêt-à-porter, si divide fra Milano, Roma, Parigi, Amsterdam e Copenaghen, e dove va lui arriva il bel mondo. Sulle terrazze del 64 si incrociano Coco Chanel e Rita Hayworth, Pierre Balmain e Maria Pia di Savoia, Anthony Quinn, e poi Patty Pravo, Gino Paoli e Caterina Caselli. L'Elba diventa meta ambita della mondanità internazionale e il Club la sua vetrina notturna. 

Dal 1990 Margherita Messina e Lucia Sandolo guidano lo storico locale nato nel 1964

Da allora generazioni di elbani e di turisti si passano il testimone su quel parquet. In consolle si alternano dj rimasti nella memoria dell'isola, da Stefano Calvi a Ciccio Minucci, da Miky a SimoSeiQuattro e Louis K., fino a Skualo, Andrea Mazzali e Mister Leo.

Dal 1990 il timone del locale che si erge sulla provinciale per Marciana, proprio all’altezza del bivio per la Biodola, è nelle mani di due amiche, Lucia Sandolo e Margherita Messina. La loro gestione tutta al femminile ha attraversato più di trent'anni di notti, mode musicali e regole sempre più severe. Nel 2014 arriva la festa per il mezzo secolo. Nel 2015 il Club contribuisce al Bacardi Summer Wave, il festival che porta Bob Sinclar sulla spiaggia di Marina di Campo. 

Nel 2023 il locale viene ridipinto dall'artista Kuky, già direttore artistico per le grandi maison, che racconta di aver visto nel Club "una donna bellissima che aveva bisogno di un nuovo vestito". L'anno dopo si celebrano i sessant'anni. 

Stasera, sabato 26 Settembre, il Club64 saluta la stagione con la festa di chiusura: un'altra estate che si aggiunge alle sessantuno già scritte. A raccontare il locale di oggi sono Lucia Sandolo e Margherita Messina, che lo vivono da dentro da oltre trent'anni. 

"Quante generazioni sono passate da noi? Tante… meglio non contarle", sorride Margherita Messina, una delle socie. 

Sul futuro le idee sono chiare: "Quanto resteremo ancora al timone del Club64? Tranquilli ancora non intendiamo mollare"...

 

Margherita Messina e Lucia Sandolo, una gestione tutta al femminile

Cosa che conferma anche Lucia Sandolo, vera regina della notte. Prima di approdare qui, il suo nome era legato infatti al Bahia di Cavoli, all'epoca Bahia's, discoteca che negli anni Ottanta e Novanta ha segnato la movida elbana e la stagione della musica house, con dj set di culto e ospiti di fama nazionale come il vocalist Franchino.

"Faccio questo mestiere da 42 anni, prima ero al Bahia, fino alla chiusura – racconta –. Poi ho incontrato Margherita e con lei abbiamo deciso di prendere il Club64". 

Tante le generazioni di giovani passate su quella pista

Sull'età d'ingresso Sandolo aggiunge un'altra ragione: "Abbiamo optato per una fascia di pubblico più grande, più adulta, non per discriminare nessuno". Dei ragazzi parla con affetto e franchezza. "Sono ragazzi molto intelligenti. Magari sono attratti anche dal bere, ma bevono male. Da noi tentiamo di insegnargli a bere bene", le sue parole. 

Una missione quasi paradossale per chi guida una discoteca. "Io sono astemia - prosegue -, sono contraria all'abuso di alcol, quindi prendiamo anche i baristi e insegniamo loro a fare i cocktail in modo corretto, a far bene gli ospiti, a dare ai ragazzi buone bevande".

Lo sguardo di chi osserva la sala da decenni coglie anche le fragilità. "È una gioventù figlia di tante coppie separate, e di questo soffre. Un tempo si andava in discoteca per ballare e per conoscere gente. Oggi c’è poca interazione fra loro. Entrano dieci uomini e restano dieci uomini, entrano dieci donne e restano dieci donne. È una gioventù che comunica poco, magari si telefonano anche dall'interno della discoteca", sospira Lucia.

 

Margherita Messina e Lucia Sandolo, ancora in pista

Da qui il senso di un lavoro che va oltre la musica. "Noi li vediamo crescere, generazione dopo generazione, ci affezioniamo, gli vogliamo bene, cerchiamo di parlarci. Questi ragazzi hanno bisogno di valori e noi cerchiamo di fornire una protezione". Anche per questo il 64 resta fedele alla sua natura. "Da noi le persone vengono per ballare. Tante volte ci chiedono perché non fate musica dal vivo, ma il nostro intento è quello". 

E la ricompensa, a fine serata, ha il volto di chi se ne va. "La più grande soddisfazione? Veder uscire i ragazzi sorridenti, sentirgli dire che gli è piaciuta la musica, e ascoltarli mentre ci fanno i complimenti", conclude.

Letizia Cini
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