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giovedì 08 dicembre 2016

Attualità giovedì 28 gennaio 2016 ore 11:32

"Ok i Led, ma non verso la spiaggia"

​Italia Nostra e Legambiente rispondono al Comune di Portoferraio: "Le Ghiaie: una illuminazione più sostenibile, si può fare"

PORTOFERRAIO — Legambiente e Italia Nostra, le due associazioni che avevano sollevato il problema dell'impatto ambientale e paesaggistico della nuova illuminazione delle Ghiaie, rispondono all'amministrazione comunale che ieri aveva spiegato le ragioni della scelta.

"Abbiamo letto con interesse la dettagliata risposta del Geometra Leonardi, crediamo in nome e per conto dell’amministrazione comunale di Portoferraio, al nostro comunicato congiunto sulla nuova ed eccessiva illuminazione alla Ghiaie che provoca, come inequivocabilmente dimostrano le foto, un insostenibile inquinamento luminoso. Noi però abbiamo però presentato delle considerazioni di carattere storico, architettonico, paesaggistico e naturalistico, quindi di competenza politica e amministrativa, non tecnica.

Sappiamo bene, con tutta probabilità da molto prima che il Comune di Portoferraio si occupassero di LED, che l’installazione di illuminazione pubblica di questo tipo comporta un notevole risparmio energetico, quindi ci complimentiamo con l’amministrazione comunali e con i funzionari che hanno lavorato a questo progetto. 

Ma sappiamo altrettanto bene che, come possono confermare gli astrofili, che i LED provocano un forte inquinamento luminoso che va gestito. Così come sappiamo che i LED hanno impatti sulla fauna e sugli habitat molto più forti delle lampadine tradizionali e che tendono ad essere ancora troppo abbaglianti rispetto alle lampade tradizionali.. D’altronde gli effetti della luce, attraenti e disturbanti, sulla fauna marina sono noti all’uomo fin da quando è stata inventata la pesca.

Ci si permetta quindi di dire che trasformare una questione di buona creanza e semmai di ordine pubblico nella necessità di illuminare a giorno una spiaggia e il mare prospicente – che sono in realtà un habitat, non un quartiere cittadino – è quantomeno singolare, così come è davvero ardimentoso dire che si vuole così favorire i tuffi notturni, visto che da che mondo e mondo, e probabilmente da quando gli esseri umani frequentano Le Ghiaie, il fascino dei bagni notturni è quello di farli appunto di notte e non con un’illuminazione a giorno.

E’ quindi indubbio che, a di là di quello che gli ambientalisti, il geometra Leonardi o gli amministratori comunali di Portoferraio possano diversamente pensare sull’impatto paesaggistico della nuova illuminazione delle Ghiaie, l’impatto ambientale su una zona di tutela biologica, che appunto dovrebbe tutelare la fauna marina e costiera che ci vive, è importante e che il disturbo è così evidente da risultare insostenibile. 

Inoltre, rimangono per noi valide le considerazioni di carattere estetico dei possenti, alti e abbaglianti lampioni scelti per il lungomare, che, ripetiamo, sono più adatti a una zona industriale o sportiva che non a una zona anche di alto pregio architettonico e culturale. Si tratta di scelte precise per il futuro di una città che desideri o meno essere riconosciuta e apprezzata per la valorizzazione e tutela delle sue zone di pregio, da Cosmopoli, imponenti proprio sulle Ghiaie, alle rovine romane, alle residenze Napoleoniche.

Quindi, invitiamo il geometra Leonardi e l’amministrazione Comunale di Portoferraio a rivedere non certo la scelta di utilizzare i LED che producono un notevole risparmio energetico e un beneficio economico per le casse del Comune, ma l’impatto delle luci che illuminano da una parte la città, che va salvaguardata e considerata nel suo insieme come bene di pregio, capace di unire in modo armonico il centro storico e la parte più recente; dall’altra la spiaggia e il mare la zona di tutela biologica, che va salvaguardata da ogni compromissione, anche luminosa che alteri habitat e abitudini della biodiversità. 

Come conclude il geometra Leonardi: "comunque se abbiamo sbagliato, c’è sicuramente il modo di correggere", secondo Italia Nostra e Legambiente si può fare”.

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