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giovedì 08 dicembre 2016

Attualità giovedì 04 febbraio 2016 ore 11:32

Funzionano le cure sui castagni elbani

Gli interventi sul patrimonio ambientale stanno avendo successo: "Abbiamo scoperto che ci sono buoni risultati per i castagni dell’Elba"

MARCIANA — Nei giorni scorsi presso la Collegiata San Sebastiano di Marciana si è tenuto un confronto durante il quale è emerso che la sperimentazione avviata per la cura del castagno sta dando risultati positivi: si è rilevato che nello 0,005% delle galle controllate dove si trova la larva dell’ape cinese si trova anche quella predatrice dell’antagonista e questo dopo un solo lancio sperimentale.

Nel corso dell’incontro il prof. Maltoni dell’Università di Firenze ha messo in evidenza come grazie alla manutenzione e alle cure colturali le piante si difendono meglio e sono meno vulnerabili agli attacchi futuri. Ivo Poli dell’Associazione Città del Castagno ha poi illustrato il valore socio culturale della castanicoltura.

Grazie al finanziamento di 20mila euro deliberato dall’Ente Parco, è in corso d’opera sul territorio elbano un intervento mirato alla cura dei castagneti: si tratta di un accordo pubblico siglato nel 2014 tra la Provincia di Livorno, il Comune di Marciana, l’Associazione Città del Castagno ed il Parco con il chiaro intento di intervenire attivamente nella cura del patrimonio forestale e promuovere la cultura legata alla lavorazione della castagna.

"Gli alberi oggetto di cura e monitoraggio - commentano dall'Ente Parco - sono presenti non solo sul territorio marcianese, ma si trovano anche nei comuni di Capoliveri e Rio nell’Elba. L’insetto antagonista a tutt’oggi risulta presente nei castagneti dell’Elba e sotto la supervisione degli esperti del GESAAF i volontari dell’Associazione Pedalta hanno realizzato 150 innesti: la riuscita dell’attività è testimoniata dalla percentuale di attecchimento che è risultata superiore al 90%. 

Durante la stagione vegetativa sono state condotte le cure colturali con eliminazione dei ricacci sui porta innesti e il controllo della competizione esercitata dalle ceppaie vicine a quelle innestate. Ogni ceppaia è stata contrassegnata con targhetta metallica per permettere in futuro l’attività di monitoraggio".

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